Quanto vale la vittoria di Dada Merighetti

Il podio di Cortina

Dada Merighetti al centro del podio di Cortina

Dada Merighetti è una ragazza speciale: non sarà mai fotografata quanto la Vonn, non sarà mai vincente quanto la Riesch, non sarà mai continua quando la Schield. Ma è speciale. Perché è semplice, pura, un’agonista vera che ha nel DNA la voglia di arrivare al traguardo con la consapevolezza di non aver risparmiato niente.

Poi talvolta si pente: “Stavolta me la sono cercata”, “Dovevo stare più attenta”, “Senza quell’errore…”…. dice spesso commentando un piazzamento non all’altezza delle sue aspettative.

Ma se non fosse così, non sarebbe lei. Lei è quella che deve dare tutto. La vedi in cima alla pista da come sbatte gli stick e si sistema il casco che è pronta se si trattasse di una guerra: come se dovesse spaccare il mondo. E alla fine, anche perché non è che la fortuna sia sempre stata dalla sua parte, il saldo è sempre solo parzialmente attivo. Spesso tropo negativo.

Fin da quando ho avuto modo di conoscerla sono diventato un suo estimatore, un suo fan: a Garmisch si è chiacchierato, con la complicità dell’amica comune Claudia Morandini, e mi sono proprio reso conto di quanto lo sci non l’abbia mai ripagata di tutta la fatica che questa ragazza ha fatto. E Dada di fatica posso garantire che ne ha fatto proprio tanta. Spesso anche da sola. Nessuno immagina quando e quante volte gli atleti, così osannati e richiesti, possano sentirsi soli.  E indifesi.

Io e Dada

Festa d'addio a Garmisch, io e Dada con un mojito all'uva rossa

Quindi sposo la sua vittoria, non perché me la aspettassi o perché ci avessi scommesso: ma perché premia una persona speciale e coraggiosa. E soprattutto sottolineo la sua dichiarazione, la sua dedica… “Oggi dedico questa medaglia d’oro a me, a tutti i sacrifici che ho fatto, alla mia costanza e al mio coraggio. E un grazie speciale va alla mia famiglia, alle Fiamme Gialle e a tutti quelli, e sono veramente tanti, che mi sono stati vicini e mi hanno supportata. Finalmente oggi posso ripagarli e dire loro il mio grazie”.

Questa è la TUA medaglia Dada.

E di nessun altro.

E siamo noi che diciamo grazie a te. Perché una vittoria come questa vale più di tanti successi di acclamate colleghe, che avranno le copertine: ma non hanno il tuo spirito di sacrificio e nemmeno il tuo enorme, incredibile, coraggio.

Così ora sai anche la risposta alla domanda che così spesso ti fai.

Sì, ne vale la pena. Ne vale sempre la pena. Anche se per vivere un momento, un solo momento così.

Info Stefano Benzi
Lavoro come cronista da 25 anni. Dirigo la piattaforma web e televisiva di Eurosport Italia e amo la comunicazione narrativa. Qui non invito nessuno, ma può entrare chi vuole. L'importante è che lasci la sua opinione con educazione e rispetto. Nei confronti miei e di chiunque altro. Sono nato a Genova nel 1965 ma vivo a Milano dal 1997: padre e marito, in entrambi i casi con doppio mandato. Telecronista di calcio dal 1983 a breve festeggerò la mia telecronaca numero 5000... non so ancora quando. Ma da quando il calcio ha cominciato a perdere quella poesia che ha caratterizzato i miei primi anni di lavoro mi sono appassionato a tutto ciò che è sport estremo e inusuale. Del calcio rimpiango le maglie senza nome né sponsor, le ali larghe che dribblano e crossano, i terzini che spingono e non coprono mai, Domenica Sprint alle ore 20 in punto che in 20 minuti ti faceva vedere tutti i gol della Serie A senza fuffa, moviola e opinionisti e il gioco fine a se stesso, e non per la vittoria a tutti i costi. Ho adorato Zico e Overmars; detesto il tifoso incapace di andare al di là della più becera considerazione di se stesso e della sua fazione. Amo la musica, il cinema, i libri, viaggiare. Anche se con lunghe fasi alterne, che incostantemente mi portano da una produzione industriale a lunghi periodi di apatia, scrivo molto: soprattutto narrativa per ragazzi. Ho pubblicato (Mursia) un libro sul wrestling intitolato "Five Knuckle Sfuffle" e vinto il premio letterario Blue Story con il mio racconto "Il Pescatore". Al momento ho finito, e non pubblicato, quindici racconti e tre romanzi. Ma ne devo finire uno da cinque anni. E non mi riesce. Leggo di tutto, guardo la tv con un certo disincanto e molto senso critico. Se vi interessa il mio parere sullo sport cercate qui, altrimenti andate sul mio sito ufficiale. Qui raccolgo le mie opinioni su un settore che ho sempre seguito e che è ancora capace di appassionarmi, coinvolgermi e deludermi come il primo giorno. Ma poi... perché dovrebbe interessarvi il mio parere? * * * * Il resto lo trovate su www.stefanobenzi.com e sulla mia pagina ufficiale di Facebook.

2 risposte a Quanto vale la vittoria di Dada Merighetti

  1. Elisabetta scrive:

    Grazie…in quella discesa c’eravamo tutti…tutti noi che lo sci lo abbiamo nel cuore che lo sentiamo pulsare che senza ci staimo male. Quello che hanno sacrificato tantomper LUI ma che se si tornasse indietro lo rifaremmo. Quelli che lottano cadono si rialzano. Quelli che sono puri e semplici quelli che basta un nostro atleta che migliori, una loro porta fatta bene, un gesto e che allora NE È VALSA LA PENA!!oggi è la tua vittoria…ma ti sento vicina…ALLORA RIESCO SOLO A DIRE GRAZIE DADA!!!!

  2. Carissimo Stefano sono la VOLPE delle DOLOMITI e seguo DADA’ da 4 anni da quando ebbi l’onore di contattarla personalmente ai CAMPIONATI NAZIONALI ASSOLUTI ITALIANI al S.PELLEGRINO del 2009, .dove si impose con 3 Medaglie d’oro DISCESA-SUP-G-COMBINATA. Mi incuriosì molto la sua storia SPORTIVA fatta di passione, di ferrea costanza,di vicissitudini mediche che avrebbero stroncato la carriera di un qualsiasi Atleta fortemente dotato!!!Ti confesso che ieri DADA’ mi ha molto emozionato aver battuto 2 MOSTRI sacri come l’Americana Linsey VONN e la Tedesca Maria RIESCH resta un’impresa che ha della leggenda!Quindi semplicimente ti ringrazio delle belle parole espresse per DADA’, ferrea ATLETA dello sci ALPINO delle FIAMME GIALLE della FINANZA!

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