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#1004 2019 Canadian Grand Prix

2021-04-15 00:00

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#1004 2019 Canadian Grand Prix

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Il weekend di gara che porta al Gran Premio del Canada, settima prova del Campionato del Mondo di Formula 1 del 2019, si apre con una curiosa dichiarazione:

 

"La gente vorrebbe vedere più spettacolo ma il divario tra i primi team e gli altri è ancora molto grande".

 

A pronunciare queste parole è Lewis Hamilton, cinque volte Campione del Mondo, che arriva in Canada come leader del mondiale. Nonostante il controsenso nel sentire queste parole proprio da chi detiene il titolo da anni, il britannico non fa altro che esporre la realtà dei fatti. Dall’inizio dell’era ibrida, vale a dire dal 2014, il pubblico si è dovuto abituare a vedere un costante dominio Mercedes con totale assenza di rivali validi nella maggior parte dei casi; prima della scuderia tedesca si è assistito a un dominio Red Bull e prima ancora Ferrari, con giusto qualche intromissione da parte di scuderie come la Renault e la Brawn GP. Tutto ciò solamente negli anni 2000. Dall’andamento del campionato finora corso si potrebbe già scommettere su un vincitore e andare sul sicuro, portandosi a casa anche una bella somma di denaro.

 

La Mercedes ha vinto sei gare su sei, cinque di queste vittorie sono state accompagnate da doppiette, ma ciò che preoccupa ancora di più è il grande divario che si è creato tra questa scuderia e le altre, poiché sembra quasi non esserci paragone. Ovviamente non si può che lodare il lavoro svolto dal team anglo-tedesco per raggiungere tale livello, ma allo stesso tempo non si può negare che tutto ciò toglie entusiasmo a quella che chiamiamo competizione, quasi del tutto inesistente.

 

Il fatto che tali parole provengano proprio da colui che gode di tale successo fa intendere l’importanza di questo problema. Non si può nascondere la presenza di scuderia che per mancanza di denaro non riescono a concludere la vettura in tempo per i test invernali o i doppiati che in media partono dalla decima posizione ad ogni gara, ulteriore dimostrazione del gap che si è venuto a creare tra scuderie diverse. Da inizio campionato non si è ancora percepita alcuna possibilità di svolta e tutto ciò ovviamente ha un riscontro sull’audience.

 

"La Formula 1 dovrebbe essere molto difficile a livello fisico, invece i giovani arrivano e si adattano presto. A guardare gli ultimi dodici anni e forse anche più indietro, ci sono sempre stati tentativi di cambiare i regolamenti soprattutto per ridurre i costi e favorire i sorpassi. Ma non mi pare che in generale le scelte si siano rivelate positive. Liberty Media ha preso il comando della Formula 1 da un paio d'anni ma i problemi sono sempre gli stessi. La gente vorrebbe vedere più spettacolo ma il divario tra i primi team e gli altri è ancora molto grande. Non basta cambiare il regolamento, bisogna cercare anche di migliorare lo spettacolo. Il format attuale di quattro giornate di weekend per ventuno appuntamenti all'anno non è mai cambiato. Ci sono circuiti come quello di Monte-Carlo dove è impossibile superare. Forse bisognerebbe cambiarli. Vedo che ci sono gare in cui ci sono pochi spettatori o che l'organizzazione non è di livello. Poi ci sono periodi storici in cui ha vinto solo la Ferrari, o solo la Red Bull o solo noi. Questo dipende dai cambiamenti al regolamento".

 

Si inizia infatti a parlare di grandi cambiamenti a partire dal 2021 proprio per trovare una soluzione a questo problema. Il penta Campione del Mondo continua con la sua idea di competizione: rendere il tutto più difficile, un po’ come alle origini per far riemergere la bravura del pilota sopra tutto e regalare più adrenalina alla competizione.

 

"Se potessi scegliere io, riporterei i motori V12 aspirati, il cambio manuale, renderei tutto più complicato e difficile. Toglierei le vie di fuga enormi e il servosterzo. La gara dovrebbe imporre ai piloti quasi un esaurimento fisico, come fossero maratone. Per come è adesso, puoi scendere dall'auto alla fine di un Gran Premio con le energie per poter fare altre due o tre gare. Invece credo che questo sia uno sport per uomini".

 

Ciò nonostante, questa realtà è ancora lontana, è quindi bene concentrarsi sul presente, e come da programma la Mercedes porta l’aggiornamento sulla power unit. Questo upgrade potrebbe assicurare maggior sicurezza per future vittorie, anche perché il costruttore tedesco è l’ultimo motorista a portare questo aggiornamento, in quanto Honda, Ferrari e Renault lo hanno già applicato nei weekend precedenti, quindi le loro prestazioni saranno determinanti. A detta di Lewis, questo nuovo pacchetto arriva nel momento giusto visto l’andamento dei suoi rivali nelle ultime gare:

 

"Arriva nel momento e nel circuito giusto. Tutti i team si sono migliorati e si stanno avvicinando. Qui la velocità massima è uno dei fattori principali e la Red Bull è migliorata molto, mentre la Ferrari è sempre tra le migliori sul dritto e sarà pericolosa. Credo ci sarà una bella battaglia".

 

Un motore nuovo fa comodo anche al pilota finlandese, dato che quello attuale sta raggiungendo la fine del suo ciclo di vita:


"Sicuramente l’aggiornamento del motore è molto gradito. Ovviamente la sua potenzialità è qualcosa che dobbiamo vedere fisicamente, come si comporta effettivamente in pista e tutto il resto. Dobbiamo anche assicurarci che sia affidabile. Non pensiamo che sia ancora abbastanza per raggiungere la velocità in rettilineo della Ferrari. Penso che stia arrivando al momento giusto perché il primo motore sta correndo verso la fine della sua vita, quindi avremo avuto bisogno di uno nuovo in ogni caso. Ma è bello avere l’aggiornamento qui, sicuramente, ad esempio rispetto a Monaco: qui il motore è molto più prezioso, quindi è un buon tempismo".

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Il circuito canadese, dedicato all’eroe di casa Gilles Villeneuve dopo la sua improvvisa morte nel 1982, venne realizzato nel 1976 per i Giochi Olimpici e aprì le porte al circus nel 1978, gara inaugurale che venne vinta proprio da Villeneuve con la sua Ferrari. Si tratta di un circuito semi-cittadino, anche considerato stop-and-go per via dell’alternarsi dei lunghi rettilinei ad alta velocità con le chicane e curve lente mettendo a dura prova i freni delle vetture. Il tracciato è caratterizzato da cordoli alti e dalla scarsa presenza di ampie via di fuga, mancanza che è stata colmata da dei muretti posti vicini alla pista; e proprio per questo motivo si ricorre spesso alla safety car. Uno dei muretti più conosciuti è il cosiddetto Muro dei campioni, posto subito dopo la variante finale, dove i piloti arrivano ad alta velocità, quasi sfiorandolo, per proiettarsi sul rettilineo. Questo muro non ha concesso grandi gioie a nessuno, neanche ai campioni, ed è per questo che prende la sua denominazione: nel 1999, ad esempio, le vittime furono proprio tre Campioni del Mondo, Hill, Schumacher e Villeneuve.

 

Sono tre, come stabilito dal 2018, le zone dove i piloti possono attivare il DRS; oltre che sul rettilineo d'arrivo e sul rettilineo del Casino, con un unico punto di determinazione del distacco tra i piloti, posto dopo la curva 9, i piloti possono aprire l'ala mobile anche tra le curve 7 e 8, con punto per la determinazione del distacco fra piloti posto dopo la curva 5. L'autodromo vede rinnovata completamente l'area del paddock. I lavori, iniziati nel luglio 2018, sono terminati circa un mese prima della gara. L'ex pilota di Formula 1 Emanuele Pirro è nominato quale commissario aggiunto per la gara. L'italiano ha svolto in passato, in diverse occasioni, tale funzione, l'ultima al Gran Premio del Bahrein. Il circuito presenta molti punti di sorpasso, e visti i lunghi rettilinei potrebbe dimostrarsi essere la pista ideale per la Ferrari, circostanza che preoccupa il team principal della Mercedes, Toto Wolff:

 

"Nelle sei gare precedenti eravamo molto forti nelle curve, ma abbiamo perso tempo sui rettilinei. Questo renderà il Canada una grande sfida per noi, in quanto le caratteristiche della pista potrebbero favorire i nostri avversari. Ci sono molti lunghi rettilinei e meno angoli in cui recuperare il tempo libero".

 

Toto Wolff ha ragione di preoccuparsi, anche se vedendo le monoposto della sua scuderia non si direbbe, ma il tracciato canadese è quello che più si avvicina - come layout e prestazioni - al circuito del Bahrain, pista dove la Ferrari stava agguantando la prima vittoria del campionato, purtroppo svanita per problemi di affidabilità. Inoltre, proprio in Canada nel 2018 Sebastian Vettel si era aggiudicato il primo posto e la pole position, impedendo così a Lewis Hamilton di eguagliare il record di Schumacher di vittorie su questo circuito, ben sette. Potrebbe trattarsi davvero di un weekend di svolta per la Ferrari, nonostante le curve lente a loro svantaggio. Anche Steiner, Team Principl della Haas, sostiene che si tratti del circuito adatto per vedere se gli aggiornamenti della Ferrari sono efficaci, in quanto Monaco non era la pista più adeguata a testarlo:

 

"Il nuovo motore è andato molto bene, non possiamo lamentarci. Monaco purtroppo non ha le caratteristiche idonee per determinare differenze a livello di power unit. È sempre un bene avere maggiore potenza, ma nessuna differenza è dato certo. Per contro, in Canada, vedremo chiaramente se è migliorato in modo rilevante questo motore. Speriamo abbia una buona spinta e che ci permetta di ottenere esattamente ciò che vogliamo".

 

L’atmosfera di speranza non sembra sufficiente a fermare le voci che girano nel paddock, e per via del difficile inizio di stagione e della sconfitta nel 2018 si vocifera che il ritiro di Vettel sia vicino, addirittura si crede a fine stagione. Tuttavia, il pilota tedesco smentisce tutto, ed anzi dichiara:


"Non ho intenzione di abbandonare la Formula 1. Mi diverto ancora, e ho ancora qualcosa da fare in Ferrari. Non so da dove vengono queste voci, io non l'ho mai detto. So di potermi fermare quando voglio, e la squadra può fare lo stesso quando vuole, ma sono molto contento di tutto il team e spero che anche la squadra sia felice del mio lavoro. Sono molto affamato e sono qui per vincere, è davvero l'unica cosa che conta per me: vincere con la Ferrari, ed è quello per cui lavoro".

 

Delle voci un po’ surreali, come sarebbe surreale anche pensare a un ritiro di Sebastian Vettel, soprattutto quando si trova a corre per la scuderia di Maranello, il sogno della sua vita. Quando nel lontano 2014 venne annunciato il suo passaggio in Ferrari non gli sembrava vero, non ha mai nascosto il suo grande tifo per questa scuderia e ha sempre affermato che il suo più grande sogno era vincere un mondiale vestito di rosso. Perciò ritirarsi ora sembra più che assurdo, e di fatto mette subito a tacere queste voci.

 

"Vogliamo provare di nuovo tutto in questa stagione per portare una svolta, e il Gran premio del Canada dovrebbe essere l’inizio. Il Canada è una gara per la quale noi piloti non vediamo l’ora. L’anno scorso sono partito dalla pole e ho vinto la gara, quarant’anni dopo che Gilles Villeneuve vinse qui. Farò del mio meglio per ottenere un buon risultato".

 

Il secondo posto a Monaco ha motivato il pilota tedesco, il quale vede ancora una possibilità per il mondiale:

 

"Non posso fare previsioni, ma sembra essere un weekend più promettente di altri, anche se l'asfalto è molto liscio e non sarà facile portare le gomme nella corretta temperatura, un aspetto su cui stiamo lottando nelle ultime gare. Se è realistico puntare ancora sul mondiale? Dico che le prossime gare saranno cruciali per provare a tornare a vincere. Abbiamo molti motivi per guardare avanti, stiamo lavorando sodo sulla macchina, sappiamo cosa non funziona al meglio: la gestione delle gomme, il grip, la maneggevolezza. Forse aspetti collegati tra loro. Procediamo un passo alla volta, abbiamo alcune idee, credo che sappiamo ciò di cui la macchina ha bisogno. Alcune cose possono essere introdotte a breve termine, altre hanno bisogno di più tempo per essere sviluppate. Ma resto dell'idea che entro qualche settimana scopriremo dove siamo".

 

Lo spirito è alto anche per Leclerc. Dopo lo sfortunato weekend di Monaco la voglia di rivincita è tanta, e lo dimostrano le ore passate al simulatore a Maranello per prepararsi al meglio:

 

"Nella scorsa stagione sono riuscito a piazzarmi in zona punti, quest'anno l'obiettivo è puntare più in alto. Abbiamo l'occasione di portare a casa un buon risultato".

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Per questo appuntamento Pirelli propone gli stessi compound utilizzati a Monaco, quindi le Hard, Medium e Soft, corrispondenti alla mescola C3, C4 e C5. La Ferrari punta molto sulle gomme C4, avendo scelto più set rispetto agli avversari, forse con l’idea di poterle usare maggiormente in qualifiche, per poi passare il Q2 con la mescola C4. Sulle due Ferrari vengono sostituiti turbo e MGU-H, mentre le vetture motorizzate dalla Mercedes vedono montate una nuova evoluzione della power unit, che prevede un nuovo motore termico. La Honda decide di sostituire la centralina e la batteria sulle Red Bull di Max Verstappen e Pierre Gasly, e anche sulla Toro Rosso di Daniil Kvjat. Inoltre, a partire da questa gara la Ferrari viene iscritta ai Gran Premi, come già avvenuto per il Gran Premio d'Australia, col solo nome di Scuderia Ferrari, senza il title sponsor Mission Winnow, in quanto ciò sarebbe una forma indiretta di pubblicità al tabacco.

 

Nella prima sessione di prove libere, disputate venerdì 7 Giugno 2019, la scuderia tedesca crea il panico tra i suoi avversari: Lewis Hamilton segna il tempo più veloce, 1’12”767, distanziando le Ferrari di secondo. Ciononostante, bisogna sottolineare che la Ferrari ha svolto un diverso lavoro nel corso della mattinata, senza cercare tempi da qualifica. Di fatto l’Alfa Romeo, motorizzata dalla scuderia di Maranello, si assicura la sesta posizione con Kimi Raikkonen; mentre, purtroppo, la mattinata di Giovinazzi si conclude a muro in curva 9, con conseguente sospensione rotta. Nel corso della prima sessione di prove libere il pilota canadese Nicholas Latifi prende il posto di Robert Kubica alla Williams.

 

Dopo lo strepitoso tempo segnato in mattinata, la Mercedes inizia a incassare colpi: alla conclusione delle FP1 sulla vettura di Valtteri Bottas si riscontra una perdita idraulica, probabilmente un problema alla pompa della benzina, ma niente che possa impedirgli di scendere in pista nel pomeriggio. È invece il suo compagno di squadra, Lewis Hamilton, ad essere costretto al rientro ai box a mezzora dalla fine della FP2. Hamilton riesce a piazzarsi solamente sesto, e addirittura fora la gomma posteriore destra dopo aver toccato il muro in uscita di curva 9, riportando dei danni importanti al pavimento della sua monoposto che gli impediscono di tornare in pista. Al termine delle FP2 sono invece le Ferrari a occupare le prime due posizioni della lista dei tempi, rifilando 0.7 secondi di distacco al penta Campione del Mondo. Leclerc firma il miglior tempo di giornata con un crono di 1’12”177, mentre Vettel segue con un ritardo di soli 0.074 secondi.

 

Si può dire che la Ferrari sia rimasta nascosta durante la mattinata, iniziando a mostrare solo ora il suo potenziale, sperando di poter mantenere questa competitività per tutto il corso del weekend. Il primo inseguitore è in ogni caso una Mercedes, quella di Bottas, a 0.1 secondi di distacco; questo perché in Red Bull viene svolto un lavoro diverso. Gasly effettua dei regolari giri di simulazione, non andando oltre alla dodicesima posizione, mentre Verstappen tenta il giro qualifica, ma è costretto ad abbandonare il tentativo per via del suo incontro ravvicinato con il famoso Muro dei Campioni.

 

Sorprende la velocità della McLaren di Sainz Jr., a 0.4 secondi dalla Ferrari di Leclerc, e la Haas di Magnussen, in quinta posizione. Inoltre, dalle simulazioni del long run si nota un grande andamento da parte dei piloti che utilizzano le gomme Hard, forse la miglior mescola utilizzabile per l’asfalto caldo di Montreal. Ciò dovrebbe essere un campanello di allarme per la Ferrari, che ha preferito avere più seti di gomme Medium, portandosi un solo set di Hard da utilizzare in tutto il weekend. Inoltre, la Mercedes dimostra ancora una volta di avere più competitività nel long rum, rispetto al giro da qualifica. Tutti temi che creano sempre più hype in previsione della gara di domenica. Al termine delle prove del venerdì, Lewis Hamilton commenta:

 

"La FP1 è stata senza intoppi; all’inizio la pista era molto sporca, ma le condizioni erano identiche per tutti. In FP2, invece, ho fatto un errore e ho danneggiato la macchina. I ragazzi hanno fatto di tutto per rimandarmi in pista, ma non c’era abbastanza tempo. Non ricordo l’ultima volta che ho perso praticamente un’intera sessione. Non è sicuramente bello osservare la sessione dal garage; sembra di stare nell’ufficio del preside, desiderando tornare in classe. Il mio errore? Ero impegnato in un run di più giri con la gomma Medium e stavo cercando di trovare il limite; sono andato un po ‘oltre, perdendo il controllo in uscita di curva 9. Ho sperato fino all’ultimo di evitare di colpire il muro, ma è andata così, sono cose che succedono. Fortunatamente Valtteri ha disputato una buona sessione, raccogliendo tanti dati. I ragazzi faranno di certo un gran lavoro, e saremo pronti per la giornata di domani".

 

Mentre in Ferrari il morale è alto, come confermato dalle parole di Sebastian Vettel, nonostante ci siano ancora molti miglioramenti da apportare:

 

"E ‘stata una giornata interessante. All’inizio la pista era piuttosto scivolosa, ma sappiamo che migliorerà man mano con l’avanzare del weekend. Abbiamo faticato di nuovo con gli pneumatici, soprattutto in termini di prestazioni sul long run. Dovremo lavorare su questo aspetto nella terza sessione di prove libere, perché avere una buona posizione in griglia è vitale qui. Dove siamo al momento? Direi che non siamo certamente i più veloci, soprattutto sul giro singolo; i nostri principali avversari sembrano avere un leggero vantaggio. Ci manca grip nelle curve più lente e non ho ancora la sensazione che voglio dalla macchina. Proveremo a cambiare alcune cose per trovare un equilibrio che al momento ancora non abbiamo".

 

E della stessa idea è anche Charles Leclerc:

 

"È stata una giornata positiva nel complesso. In FP1 c’era un bel pò di polvere in pista e questo, in combinazione con le alte temperature, ha reso molto complicato trovare il giusto grip. Le condizioni sono migliorate con il passare della giornata e mi sono sentito molto più a mio agio nella seconda sessione. Abbiamo fatto un buon passo avanti tra FP1 e FP2 e dovremo continuare a lavorare sodo per ripeterci domani. È ancora difficile dire dove saremo in qualifica. Ci aspettiamo che i nostri avversari saranno decisamente forti, mentre noi faremo del nostro meglio per ottenere un buon risultato".

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Mentre i team si preparano il weekend del Gran Premio del Canada, nell’ambiente della Formula 1 si parla già di 2021. A tal riguardo, giovedì 30 Maggio 2019 la FIA ha inviato - da Parigi, tramite email - ai team il progetto per i nuovi regolamenti da introdurre tra due stagioni, riguardante i regolamenti tecnico e sportivo, e martedì 4 Giugno 2019 invia anche gli ultimi allegati. Il progetto verte su tre punti principali:

 

  • Nuovo format del weekend e verifiche tecniche;
  • Parco chiuso;
  • Budget cap.

 

Se il tutto dovesse essere confermato si andrebbe incontro ad una nuova Formula 1, con vetture esteticamente più simili alle Indycar ma soprattutto rivoluzionata nelle sue abitudini. La prima novità riguarda il format del weekend. Il programma verrà ridotto di un giorno, per poter inserire più Gran Premi nel calendario. Il giovedì non sarà più dedicato al Media Day, poiché tutto troverà posto al venerdì. Secondo gli intenti della FIA, alla mattina si svolgeranno le conferenze stampa ed i controlli tecnici, mentre al pomeriggio si procederà allo svolgimento delle prime due sessioni di prove libere che non saranno modificate nella loro durata. I fan avranno infatti la stessa quantità di azione in pista, ovvero due sessioni ciascuna di un’ora e mezza. Ma queste si svolgeranno più tardi: nelle corse europee le FP1 saranno disputate dalle 13:00 alle 14:30 e le FP2 dalle 17:00 alle 18:30. Per le televisioni (soprattutto oltreoceano) si tratta di un vantaggio, mentre per il vecchio continente l’intenzione è di rendere le FP2 più fruibili dai tifosi.

 

Ma la modifica che fa più discutere è quella dell’ampliamento del Parco Chiuso: con le verifiche tecniche che saranno svolte al venerdì mattina, le monoposto saranno poi direttamente bloccate ancor prima di scendere in pista per le prove libere, senza possibilità di modifiche per il sabato e la domenica. In caso di incidente, le parti danneggiate potranno essere sostituite solo con componenti delle stesse specifiche. I team dunque dovranno decidere venerdì mattina, prima delle verifiche, quale versione di ali utilizzare nel weekend. Non sarà permesso dunque omologarne due versioni diverse per poi scegliere la migliore. Allo stesso tempo, però, i team al venerdì potranno testare delle parti nuove. Queste però non potranno essere utilizzate nel resto del weekend, infatti le vetture dovranno ritornare alle specifiche dei controlli tecnici.

 

Inoltre, si parla da anni di fissare un limite di spesa per i team e si è ora arrivati ad una prima proposta ufficiale. Si tratta di un Budget Cap annuale di 175 milioni di dollari (per le stagioni dal 2021 al 2025) studiato da Nigel Kerr, ex responsabile finanziario di Honda, Brawn GP e Mercedes, entrato nel gruppo organizzativo della Formula 1 nel 2017 grazie all’inserimento voluto da Ross Brawn. Questo tetto massimo non comprenderebbe alcune spese chiave come stipendi dei piloti, spese relative al marketing e costi associati alle power unit. Escludendo questi fattori, si stima che i top team abbiano attualmente un range di spesa compreso tra i 220.000.000 e di 250.000.000 di dollari. Si parla quindi di una riduzione tra i 45.000.000 ed i 75.000.000 di dollari, sebbene i team di centro classifica fossero fiduciosi in un tetto di circa 150.000.000 di dollari. Liberty Media e FIA sono confidenti che le spese possano così essere regolamentate. Nel caso di violazioni sono previste penalità come la perdita di punti in classifica. Per il 2020 i team sarebbero invitati a mostrare i loro conti in vista dell’ingresso dei nuovi regolamenti, senza che siano ovviamente previste delle sanzioni.

 

Nella mattina di giovedì 6 Giugno 2019 i Team Manager si sono incontrati nel paddock di Montreal e hanno discusso del regolamento sportivo, mentre al pomeriggio si sono riuniti i direttori tecnici delle scuderie. La FIA vorrebbe trovare l’accordo entro metà Giugno, per ratificare il tutto tramite il Consiglio Mondiale.

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Tornando a parlare dell’azione in pista, la FP3, svoltasi nel corso della mattinata di sabato 8 Giugno 2019 è una ulteriore conferma di ciò che si era già visto il giorno precedente: le Ferrari guida la classifica dei tempi. Sebastian Vettel segna un tempo di 1’10”843, portandosi solamente a 0.079 secondi dal tempo, che era valso la pole position nel 2018, e Leclerc completa la doppietta con solo 0.1 secondi di ritardo. Mentre le Mercedes sono costrette ad accodarsi: Hamilton è a 0.4 secondi, e Bottas a 0.7 secondi. A un secondo dal monegasco seguono le Red Bull e la Renault di Daniel Ricciardo. Più indietro la McLaren di Lando Norris, la Racing Point di Sergio Perez e Daniil Kvyat con la Toro Rosso. Non segna alcun tempo Lance Stroll, il cui motore Mercedes esplode nelle prime fasi della sessione, non consentendo al pilota canadese di prendere parte alle prove. Sulla sua monoposto viene rimontato un vecchio motore termico, utilizzato per le prime sei gare, al fine di non incorrere in penalità sulla griglia di partenza. Viene anche sostituita la MGU-K.

 

Poche ore più tardi, Sebastian Vettel riporterà il sorriso sui volti dei tifosi della Ferrari, come solo lui sa fare. Le qualifiche del Gran Premio del Canada si concluderanno con un altro exploit del pilota tedesco, che si aggrappa alla prima posizione con tutte le forze fino ad aggiudicarsela in un ultimo giro a dir poco perfetto.

 

Già dalla Q1 il pubblico presente a Montreal assiste a una lotta per il primo posto con un alternarsi perenne tra i piloti Mercedes e Ferrari, ma ad averne la meglio è proprio Vettel: un pronostico della effettiva conclusione delle qualifiche. Dopo i tempi segnati dai due piloti delle Williams e delle altre vetture di mezza classifica, il primo dei piloti delle scuderie migliori a segnare un tempo è Charles Leclerc con 1'11"786, tempo non battuto da Sebastian Vettel. Max Verstappen si intercala tra le due Ferrari, mentre Antonio Giovinazzi scala quinto. Lewis Hamilton si pone terzo, mentre Valtteri Bottas e Pierre Gasly riescono ad inserirsi nelle prime posizioni, e anche Lando Norris passa Vettel.

 

Ma poco dopo le Ferrari migliorano i loro tempi, comandando la graduatoria davanti alle Red Bull e le Mercedes. Nella parte finale di sessione le vetture anglo-tedesche abbassano ancora il tempo limite, con Bottas che precede Hamilton. Più dietro Romain Grosjean prende il settimo tempo, davanti a Daniel Ricciardo; poco dopo Alexander Albon sale fino alla sesta posizione. La lotta è molto serrata per evitare il taglio in Q1, e al termine della sessione non passano Sergio Pérez, Kimi Räikkönen, Lance Stroll e le due Williams di George Russell e Robert Kubica.

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Il Q2 è ancora più movimentato: i piloti tentano di segnare il crono con gomme Medium, così da avere una strategia migliore in gara. E per quanto la Ferrari e la Mercedes riescano nell’impresa, si possono scorgere i volti delusi nel box della Red Bull. La terza forza del mondiale si ritrova reduce di una sessione di qualifiche abbastanza disastrosa. Verstappen è colpevole di diversi errori ed è a sua volta vittima del traffico, tanto che non riesce a segnare un giro sufficiente al taglio del traguardo con gomme Medium, mentre il suo compagno di squadra volge su di su una strategia diversa e scende in pista subito con gomme Soft, senza grandi problemi. Dopo un primo tentativo non soddisfacente con gomme Medium, l’olandese ritenta l’impresa con le gomme Soft, ma il suo giro si conclude prima ancora che inizi il terzo settore. Il Muro dei Campioni reclama la sua ennesima vittima, che in questa circostanza è Kevin Magnussen. Il danese stampa la sua Haas proprio all’ultima chicane, distruggendo la vettura e ponendo fine al Q2 e alle speranze di Verstappen, solamente undicesimo. Fortunatamente il pilota della Haas sta bene e passa anche in Q3 con il decimo tempo, dopo aver tolto la possibilità al compagno di squadra di migliorarsi. Insieme a Grosjean e Verstappen, vengono eliminati Kvyat, Giovinazzi e Albon.

 

Hamilton stabilisce il crono da raggiungere al primo tentativo del Q3, 1’10"499, con Vettel a 0.1 secondi e Leclerc accodato. Per Bottas, invece, la Q3 si trasforma in una sessione disastrosa e piena di errori, che gli assicurano solamente la sesta posizione in griglia di partenza. Dopo il primo tentativo, i piloti si preparano per l’ultimo stint, quello decisivo. Hamilton migliora il suo stesso tempo, concludendo il suo giro in 1’10"446. Dietro il penta campione, però, stanno giungendo al traguardo le due Ferrari: e se Leclerc si aggiudica solamente la terza posizione, inaspettatamente è Sebastian Vettel a girare circa 0.2 secondi più veloce dell’inglese, aggiudicandosi la pole position e segnando il record della pista con un tempo di 1’10"240, fermando una serie negativa che non lo vedeva partire dalla prima posizione da Luglio 2018.

 

"Yes, Yes, Yes".

 

Grida Sebastian Vettel, accompagnato da una canzoncina trionfale cantata in cuffia.

 

"Bravo Seb bellissimo giro, ne avevamo bisogno noi, ne avevi bisogno te, ne avevano bisogno tutti i nostri tifosi, dobbiamo stringere i denti, oggi lo abbiamo fatto in modo dignitoso. Bravo… grazie".

 

Commenta in team radio Mattia Binotto, congratulandosi con il suo pilota. Vettel, con l’entusiasmo di un bambino e la voce colma di amore, non può che ringraziare la scuderia a che ha sempre amato e sognato:


"Grazie, grande squadra. Forza Ferrari".

 

Al suo fianco partirà Lewis Hamilton, qualificato con circa 0.2 secondi di ritardo dal tedesco. A 0.7 secondi di distanza, in seconda fila, Leclerc partirà affiancato da Daniel Ricciardo, protagonista di una fantastica qualifica che lo ha visto portare la sua Renault in quarta posizione. A seguire Gasly, Bottas, Hulkenberg, le due McLaren di Norris e Sainz e, infine, Magnussen, che non ha potuto partecipare alla sessione in seguito all’incidente in Q2. La griglia di partenza per la gara di domenica vede Verstappen solamente in undicesima piazza, seguito da Kvyat, Giovinazzi, Albon, Grosjean, Perez, Raikkonen, Stroll, Russell e Kubica. Cinquantaseiesima pole in carriera e la quinta a Montreal. Un incredulo Sebastian Vettel commenta così l’impresa odierna:

 

"E’ stata davvero un’ottima giornata per noi e sono contento per il team. L’ultimo paio di mesi non è stato facile per noi, perciò è bello conseguire un risultato del genere, importante per tutti i ragazzi. Stiamo dando tutto e la cosa più importante è che continuiamo a spingere. Questo giro mi ha dato tanta adrenalina e quando ho aperto la radio ero davvero contento; in termini di concentrazione è stata una qualifica molto dura, dato che bisognava fare tutto alla perfezione nei due tentativi. Sapevamo di avere ottime chance qui a Montreal di fare bene, e ci siamo riusciti. In vista della gara direi che abbiamo un buon passo e puntiamo ad evitare di usare la soft; tutto può succedere domani. I nostri avversari sono molto veloci, soprattutto sul passo, e finora lo hanno sempre dimostrato; ma qui partiamo davanti noi e speriamo di rimanerci e battagliare il più possibile. Dobbiamo confermarci domani e speriamo di cantare di più a fine gara".

 

Vettel non è l’unico a tirare un sospiro di sollievo. Anche il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, ne è felice, poiché finalmente iniziano a vedersi dei risultati:

 

"Siamo contenti, serviva in un periodo non particolarmente felice. È quasi una sorpresa, non ce l'aspettavamo. Quando hai un competitor così forte in qualsiasi tracciato loro hanno un vantaggio. Credo che Seb si sia meritato questa pole. È andato a cercarsela, ha fatto un giro perfetto, bellissimo. Sapeva di averlo in tasca, al momento giusto l'ha tirato fuori. Ne avevamo bisogno, poi siamo consapevoli che questa è solo la qualifica e non dà punti".

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Inaspettatamente, a gioire di questa pole è anche il penta Campione del Mondo: che sia per il cambiamento di cui tanto parlava? In ogni caso, tra Hamilton e Vettel c’è molto rispetto e ammirazione. Perciò, Hamilton si dice felice del suo lavoro, anche se è stato sufficiente solamente ad ottenere la seconda posizione:

 

"Onestamente non so perché, ma non sono molto deluso in questo momento. Loro sono stati più veloci di noi, soprattutto nell’ultimo settore. Io ho fatto tutto il possibile, il tempismo è stato perfetto, le procedure anche: sono contento del nostro lavoro. Va bene così. Ma le gare devono essere queste. Penso di aver dato tutto oggi, quindi non sono affatto deluso. Per un attimo siamo stati in pole, ma la Ferrari era più veloce, soprattutto nell’ultimo settore. Penso fossero almeno quattro, cinque decimi più veloci di noi in rettilineo, ma ce lo aspettavamo. E sono contento del fatto che siano tornati competitivi. Domani sarà una gara interessante, e speriamo di poter regalare un bello spettacolo ai tifosi".

 

Hamilton ha proprio ragione, una qualifica così emozionante era da un po’ che non si vedeva. Segue al terzo posto Charles Leclerc: non un brutto risultato, essendo davanti a una Mercedes. Eppure, il monegasco non sembra del tutto felice:

 

"Ho faticato un po' con la macchina, nel terzo settore ho sbagliato un po'. Non sono riuscito bene a seguire la pista nei suoi miglioramenti. Forse ho sbagliato qualcosa nell'assetto, devo trovare l'assetto giusto soprattutto in qualifica. Quello di oggi è un gran risultato per il team e mi congratulo con Seb per la stupenda pole ottenuta. È stato velocissimo e bravo nel mettere tutto assieme; se lo merita. Da parte mia, ho bisogno di capire meglio l’evoluzione della pista, in modo tale da poter rendere al massimo in Q3. Analizzerò tutto e spero di fare meglio sotto questo aspetto già dal prossimo weekend. Partire dalla terza posizione mi permetterà di avere ottime chance in gara, e sarà divertente giocarcela con i nostri avversari. Continueremo a spingere per ottenere il miglior risultato possibile".

 

È senza dubbio meno felice Valtteri Bottas, che sconsolato commenta le sue qualifiche:

 

"Ho commesso un errore nel primo tentativo in Q3, perdendo la macchina e finendo quasi in testacoda in uscita di curva 2. Sono stato fortunato a non colpire il muro, ma tutto ciò non mi ha messo in cattiva posizione in vista del secondo tentativo. Ho avuto un giro piuttosto disordinato, bloccando varie volte e non facendo un bel lavoro in curva. Non è un giro di cui sono molto orgoglioso, ma gli errori succedono. Devo imparare da quanto accaduto ed andare avanti. La macchina va molto bene e il nostro passo venerdì sembrava molto consistente; quindi sono fiducioso di avere ottime opportunità in gara. Il sorpasso è possibile su questa pista e abbiamo visto grandi gare qui in passato; il mio obiettivo è di ottenere più punti possibili".

 

E non può certo essere più felice Max Verstappen, che ha dovuto interrompere la sua rincorsa alla Q3 non certo per colpa sua:

 

"Siamo stati molto sfortunati, ma ciò può succedere in Formula 1. Abbiamo provato a passare in Q3 con la media, ma quel tipo di mescola non ha reso al meglio e, aggiungendoci il traffico al tornante, la strategia non ha funzionato. Siamo dovuti tornare in pista, ed ero in un giro buono per passare in Q3; la bandiera rossa, purtroppo, mi ha impedito di concludere il giro. Partire undicesimo o decimo, a seconda di quello che succederà a Magnussen con la Haas, sarà complicato, in quanto devo superate le macchine di centro gruppo prima di colmare il divario con i leader. Non è il punto dal quale vogliamo partire, poiché voglio combattere per le primissime posizioni; ma dovremmo essere in grado di recuperare in fretta e fare una buona gara".

 

Al termine delle qualifiche, per via dell’incidente tra Albon e Sainz Jr., che ha visto quest’ultimo compromettere il giro dell’altro pilota, lo spagnolo viene penalizzato di tre posizioni partendo perciò dalla undicesima posizione. Magnussen, invece, come conseguenza della sostituzione del telaio e della power unit dovuta all’incidente del Q2, partirà dalla pit-lane.

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Domenica 9 Giugno 2019 l’attesa è altissima: sono in molti a sperare in un trionfo della Ferrari, se non altro per interrompere un dominio della Mercedes che sta rendendo monotono il Campionato del Mondo di Formula 1. Nei minuti che precedono l'inizio del Gran Premio, sale l'apprensione del pubblico poiché i meccanici della Mercedes lavorano con frenesia sulla vettura di Lewis Hamilton, cercando di riparare un guasto che potrebbe compromettere la partenza dalla seconda posizione del pilota britannico. Un allarme che ben presto rientra, permettendo al penta Campione del Mondo di prendere regolarmente parte alla gara.

 

Dopo il giro di formazione si attende che l’ultima vettura sia in posizione per poter sventolare la bandiera verde, e segnale che la gara può avere inizio. Vettel, che parte dalla pole, ha un buono spunto e mantiene la testa della corsa stabilendo il passo. Alle sue spalle si sviluppa la lotta tra Hamilton e Leclerc: il monegasco tenta il sorpasso, ma l’inglese non si fa sorprendere e, liberatosi del pilota della Ferrari, si lancia all’inseguimento di Vettel. Per il secondo pilota Mercedes, Valtteri Bottas, non va altrettanto bene, poiché si fa subito passare da Hulkenberg mentre dietro di lui Norris e Verstappen si avvicinano.

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Un bloccaggio del pneumatico in fase di frenata da parte di Lando Norris permette a Verstappen di guadagnare la posizione, ma il britannico non si arrende e tenta un sorpasso alla chicane. Il pilota della McLaren riesce a vincere il duello poiché aiutato dall’utilizzo delle gomme Soft, più semplici da portare in temperatura, mentre il suo avversario è evidentemente in difficoltà con le gomme Hard in questa fase iniziale di gara.

 

Nelle retrovie Albon è vittima di un incidente alla partenza, che lo vede coinvolto in mezzo tra una Racing Point e la Alfa Romeo di Giovinazzi, con conseguente rottura dall’ala anteriore: il pilota thailandese è così costretto a rientrare ai box per cambiare il componente danneggiato.

 

Nel frattempo Vettel inizia a creare un gap tra sé e Hamilton di un secondo, mentre alle sue spalle iniziano i primi pit stop con Sainz che rientra già al quarto giro, seguito poco dopo da Gasly. Verstappen riesce a portare a termine il sorpasso su Norris, e inizia l’inseguimento su Bottas. Al nono giro Ricciardo rientra ai box per effettuare il cambio gomme, ma proprio mentre si appresta ad uscire dalla pit-lane la vettura di Lando Norris presenta un problema ai freni, con conseguente rottura della sospensione posteriore destra a causa dell'alto calore, e si ritrova costretto a fermare la vettura proprio all’altezza dell’uscita dei box, causando la neutralizzazione del settore.

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Il divario tra i primi due sale a 2.5 secondi, ma ciononostante viene detto sia a Vettel che a Hamilton di spingere, per poter avere il giusto margine per effettuare la sosta con tranquillità. Vettel rientra al ventisettesimo giro per montare gomme Hard, e ritorna in pista subito dietro a Hamilton e Leclerc. La sosta di Hamilton viene posticipata di due giri, così da permettere al pilota britannico di rientrare almeno davanti a Verstappen che ormai ha annullato il gap da Bottas. Ma il rientro in pista è perfino migliore di qualsiasi aspettativa, in terza posizione, dietro alle due Ferrari e a quattro secondi da Vettel. Per Leclerc la sosta arriva al trentatreesimo giro, perdendo la posizione su Verstappen che recupera poco dopo, mentre Bottas lo aveva effettuato due giri prima e si trova ora all’inseguimento di Ricciardo. Superare l’ex pilota Red Bull non è facile, e infatti l’australiano difende la posizione con caparbietà, cedendola solamente al giro 39.

 

Intanto il distacco tra i primi due si è ridotto a pochi decimi di secondo, con l’inglese che si fa sempre più aggressivo. Vettel viene avvertito che Hamilton si trova poco dietro, con DRS disponibile, e che deve spingere: la lotta tra i due porta il pilota della Mercedes a commettere un errore. Vettel riguadagna qualche decimo di secondo, allentando così la pressione. Ma il passo gara mostrato nel corso delle prove dalla Mercedes è sempre più evidente e il penta Campione del Mondo impiega poco tempo per ridurre il gap di mezzo secondo, riportandosi dentro il delta utile per l’utilizzo del DRS. La pressione è alta per il pilota della Ferrari. E così, al quarantottesimo giro, Vettel commette un errore in frenata, sale sull’erba presente nella via di fuga in curva 4, e rientra in pista evitando il sorpasso di Hamilton.

 

"È rientrato in modo pericoloso".

 

Esclama Lewis Hamilton attraverso la radio, più rivolto alla FIA che al proprio ingegnere di pista. E infatti è questione di pochi minuti, prima che il pilota Ferrari sia dapprima posto sotto investigazione per rientro in pista pericoloso e per aver spinto un altro pilota fuori pista. Nello stesso giro Verstappen torna ai box e rientra dietro Hulkenberg, iniziando la sua rimonta verso la quarta posizione. L’olandese dapprima supera il tedesco, poi si getta all’inseguimento di Daniel Ricciardo.

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Nei cinque giri successivi all’errore che lo ha visto coinvolto, Sebastian Vettel crea un buon divario tra sé e Hamilton, pari a 1.5 secondi, ma a tredici giri dalla conclusione della gara i commissari infliggono una penalità al pilota tedesco di ben cinque secondi, cambiando le sorti del Gran Premio. Il pilota della Ferrari ha pochi giri per estendere ulteriormente il suo vantaggio su Hamilton e mantenere la vittoria tanto agognata. Il gap è ora di 2.5 secondi.

 

"Ci hanno assegnato cinque secondi di penalità per unsafe re-entry, concentrato lo abbiamo a tre secondi dietro di noi".

 

Indicano gli ingegneri a Sebastian Vettel.

 

"Non potevo andare da nessun’altra parte. Seriamente, non avevo nessun posto dove andare. Ho dovuto attraversare l’erba. Dove diavolo sarei dovuto andare? Ho l’erba sulle ruote. È colpa sua se decide di passare da quella parte. Se fosse passato all’interno, mi avrebbe superato".

 

Dai box rispondono:

 

"Ok, ricevuto. Resta concentrato".

 

Ma Vettel ribatte:

 

"Sono concentrato, ma ci stanno rubando la gara".

 

Da questo momento, causa anche la crescente rabbia, Vettel inizia a perdere il vantaggio che con tanta difficoltà era riuscito ad ottenere, scendendo a cinque giri dalla conclusione a soli 0.5 secondi. Nel frattempo Alex Albon si ritira nel corso del cinquantanovesimo giro, a causa dei danni riportati nel corso del primo giro, mentre Sainz Jr. viene superato sia da Stroll che da Kvyat.

 

Con una possibile vittoria ormai assicurata, la Mercedes vuole ottenere anche il giro veloce ora assegnato a Leclerc: pertanto, avendone la possibilità, Valtteri Bottas viene richiamato ai box per montare un nuovo set di gomme. Al rientro in pista il pilota finlandese si aggiudica il giro più veloce e il punto aggiuntivo.

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Al termine di settanta giri completamente dominati e una pole perfetta, Sebastian Vettel taglia per primo il traguardo e passa sotto la bandiera a scacchi. Una vittoria più che meritata, ma purtroppo sottratta a causa di un regolamento estremamente stringente. Il tedesco taglia il traguardo in prima posizione, ma conclude la gara in seconda.

 

"No, no, no ragazzi. Non così. Non così. No. Seriamente. Devi essere completamente cieco per poter pensare che uno vada sull’erba e poi sia in grado di controllare la macchina. Sono stato fortunato a non colpire il muro. Dove diavolo sarei dovuto andare? Questo è un mondo sbagliato. Io ve lo dico. Non è corretto… Grande pubblico, una grande gara. Grazie ragazzi".

 

Queste sono le parole espresse con tanta amarezza e rabbia da Sebastian Vettel attraverso la radio, e neanche le parole di Binotto riescono a rasserenarlo:

 

"Hai vinto in pista, questa è la cosa più importante. Sei tu il vincitore per noi oggi. Per la squadra. Abbiamo apprezzato i tuoi sforzi. Testa bassa, stai calmo".

 

Vettel, comprensibilmente scontento per l’esito della gara, risponde al team principal della Ferrari:

 

"Non sto calmo. Questo non è giusto. Sono arrabbiato. E penso che voi sappiate perché. E credo di avere diritto di essere arrabbiato. Non mi importa di quello che la gente dice".

 

In Mercedes, invece, festeggiano una vittoria, a detta di Lewis Hamilton, meritata:

 

"Questo naturalmente non è il modo in cui volevo vincere. Ma l’avrei superato se non ci fosse stato quel muro lì, per cui grazie di cuore per continuare a credere in me e per la vostra fiducia. Vi amo ragazzi".

 

Dietro al pilota monegasco, giunto terzo al traguardo, vedono la bandiera a scacchi Bottas, Verstappen, Ricciardo e Hulkenberg, decretando il miglior risultato di stagione per la scuderia francese, poi Gasly, Stroll, Kvyat, Sainz, Perez, Giovinazzi, Grosjean, Raikkonen, Russell, Magnussen e Kubica.

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Il giro di rientro ai box non è sufficiente a calmare Vettel, il quale ferma la propria vettura all’entrata della pit lane, insieme a quelle degli altri piloti, contravvenendo a quelle che sono le normali disposizioni del post gara imposto dalla FIA e da Liberty Media. Poi, senza togliersi il casco si dirige direttamente alla Hospitality della Ferrari, evitando i giornalisti e continuando a non rispettare i protocolli del dopo gara. Una volta pesato, passa dal garage Mercedes per raggiungere il parco chiuso a interviste già concluse, accompagnato dalle grida dei tifosi in suo sostegno. Il pilota tedesco si ferma sulla soglia della porta che collega il parco chiuso al podio, guarda le vetture parcheggiate, poi osserva la piazzola vuota con avanti il cartellone segnato dal numero 2, e riflette. Dopodiché, di istinto prende il cartellone della seconda posizione e senza esitazione lo posiziona davanti alla Mercedes, riappropriandosi del cartello numero 1 e posizionandolo proprio davanti alla piazzola vuota che aspettava solo di essere riempita dalla sua monoposto. Le grida di approvazione aumentano, e i fan sulle gradinate applaudono Vettel, che salutando con la mano ringrazia i suoi tifosi.

 

“Grande Seb”.

 

Esclamano i meccanici e gli ingegneri della Ferrari, accorsi al parco chiuso per congratularsi con i loro due piloti. Ancora una volta è una Mercedes a trionfare. Nonostante le opinioni contrastanti, per Hamilton è la quinta vittoria stagionale, nonché settantottesima della carriera. Una gara dove il pilota britannico è stato secondo a Vettel per tutti i settanta giri, e che come da lui detto in radio, se non fosse stato per l’intoppo nel giro 48, dove si è trovato costretto ad alzare il piede, l’avrebbe vinta anche in pista. Sul podio, dopo essere stato coperto di ingiustificati fischi, Lewis prova a calmare la platea richiamando Sebastian sul gradino più alto del podio, ma il pilota tedesco non ne vuole sapere di accontentarlo, e rimane fermo.

 

"Non è questo il modo in cui avrei voluto vincere. Ho spinto fino alla fine per cercare di superarlo ma l'ho forzato nel commettere un errore. Avevo la strada per passare in curva ma ho dovuto allargare. Ma queste sono le corse. Lui ha diritto di avere la sua opinione, io ho fatto la curva normalmente ma quando torni in pista devi mantenere la sicurezza, non cercare di riprendere la traiettoria. Sono davvero, davvero grato. Venerdì ho avuto un incidente, quindi il weekend non è partito bene, e stamattina abbiamo avuto un problema al motore. I ragazzi hanno lavorato tanto e hanno fatto un ottimo lavoro per risolverlo, quindi volevo davvero ottenere il miglior risultato possibile per loro. Stavo cercando di aumentare la pressione su Sebastian per spingerlo a fare un errore, e ne ha fatto uno. Volevo vincere nel modo giusto e superarlo in pista, quindi ho lottato fino al traguardo, ma le mie gomme erano finite. La Ferrari ha fatto un lavoro fantastico questo weekend, sono stati veloci sui rettilinei e Sebastian ha fatto una grande gara, mi ci è voluto assolutamente tutto per provare a tenere il passo con loro. Alla fine, non è così che voglio vincere le gare, ma ci ho messo il cuore per rendere la squadra orgogliosa di me".

 

In ogni caso il tempo di recuperare e superare il tedesco c’era, anche perché dall’incidente alla conclusione della gara mancavano più di venti giri. Ciononostante, Hamilton afferma che il momento giusto per il sorpasso era proprio quello coincidente con l’incidente:

 

"Alla fine faticavamo con la temperatura ai freni. Le gomme erano buone nel momento in cui ha commesso l'errore, poi ho fatto quel bloccaggio e il gap è di nuovo cresciuto. Sarebbe stato difficile superarlo".

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È importante tenere in considerazione anche questo bloccaggio di cui parla Hamilton, giustificato dai problemi di temperatura dei freni. Nel corso della gara si è visto più volte il gap diminuire tra i due per poi aumentare di nuovo. Ebbene, il motivo dietro è semplice: ogni volta che Lewis guadagnava un poco di vantaggio, prima della curva 10 ripeteva lo stesso errore di frenata con conseguente bloccaggio, e ciò si è ripetuto più volte nel corso della gara. Ulteriore motivo per cui il sorpasso su Vettel non è mai arrivato. Toto Wolff aggiunge:

 

"C'è una regola, e questa regola dice che si deve lasciare una macchina di spazio. Ma noi vogliamo vedere la lotta, è una situazione che dal punto di vista della Mercedes è 60-40%. Certo, se fossi un tifoso italiano, della Ferrari o anche Sebastian Vettel lo vedrei 40-60%: avremo molta discussione, come nel calcio".

 

Come già detto da Hamilton, ovviamente l’idea di Vettel è diversa. Il tedesco ha perso il controllo della vettura che è scivolata sull’erba, quindi le sue uniche possibilità erano di terminare la gara contro un muro, o tentare di salvare la macchina. Come lui stesso afferma, Vettel non aveva altre scelte, quindi ciò che ha fatto è stata l’unica soluzione plausibile.

 

"Che cos'altro potevo fare? Stavo cercando di rimanere in pista e di tenere la macchina, stavo uscendo dall'erba e le gomme erano sporche, non avevo altra possibilità, ho dovuto fare una correzione e Lewis era proprio dietro, ma per me in quel momento era già difficile ritrovare il controllo. Oggi abbiamo lottato, meritavamo di vincere e questo è stato anche il parere del pubblico. Decisioni del genere sicuramente non fanno bene al nostro sport. Sono incazzato. Non così, non posso perdere così. Ero in un punto cieco, ero bloccato e praticamente a muro. Lewis è stato più veloce di me ma siamo stati bravi a stare davanti, sul resto chiedete alla gente cosa pensano. È stato uno spettacolo fantastico, Lewis mi ha mostrato tanto rispetto. La gente non dovrebbe contestare Lewis. Credo che siamo stati protagonisti di una grande gara e che la decisione dei giudici sia stata troppo severa. In curva 3 ho perso il controllo della mia vettura e sono stato costretto ad andare lungo sull’erba rientrando in curva 4 davanti a Lewis. Non ho visto dove lui fosse, ero troppo impegnato a tenere in pista la mia monoposto senza andare a sbattere e non l’ho stretto di proposito. Credo che per il weekend che abbiamo disputato, e anche se i nostri rivali sul passo gara si sono dimostrati molto forti, avremmo meritato la vittoria e mi pare di aver capito che molto del pubblico presente oggi in circuito la pensasse come me. È sempre bello correre in Canada, sento molto il supporto da parte della gente e sarebbe stato splendido regalare a tutti i nostri tifosi la prima grande gioia della stagione".

 

A dare manforte a Sebastian è anche Mattia Binotto, che dichiara:


"Credo che oggi il vincitore morale sia Seb. Ha passato il traguardo davanti a tutti. Poi non siamo noi a decidere, anche se si può avere un parere diverso. Era importante per noi ritrovare ritmo, abbiamo dimostrato di essere competitivi, torniamo a casa ancor più motivati di prima. Abbiamo tante gare per dimostrare il nostro valore. Ferrari penalizzata? Ci sono state altre occasioni in cui sono stati buoni guardando le ultime gare, ci sono state situazioni come quella di oggi in cui il giudizio è stato diverso. C'è rammarico, dal punto di vista del risultato meritavamo. Seb inizialmente era molto arrabbiato, abbiamo cercato di calmarlo, però è giustificato. Ha spinto a ogni giro, è stata una gara difficile. Sa di non aver commesso errori, nel tornare in pista non c'era nulla di intenzionale, non aveva alternativa".

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Charles Leclerc, grazie al suo terzo posto, garantisce alla Ferrari il miglior risultato di questa stagione: due piloti sul podio, seppur con grande delusione.

 

"Sono ovviamente deluso per il team, perché abbiamo lavorato tutti sodo per essere davanti. Torneremo ancora più forti, speriamo che la vittoria arrivi presto. Non so cosa sia successo a Seb, so che il team meritava una vittoria, è un peccato. Ma sono piuttosto soddisfatto della mia gara, anche se è stata parecchio solitaria. Penso che difficilmente avrei potuto ottenere un risultato migliore e nel complesso la nostra performance è stata buona dal primo all’ultimo giro. Nello stesso tempo è stato un peccato per la squadra aver perso così la prima vittoria della stagione. Questa pista era particolarmente adatta alla nostra vettura, ma ora pensiamo alla Francia, un tracciato sul quale ora come ora è difficile ipotizzare quale potrà essere il nostro livello di competitività. Quel che è certo è che continueremo a spingere e a lottare per ottenere risultati importanti".

 

La penalità inflitta a Sebastian Vettel scatena le polemiche del pubblico, e coinvolge anche ex piloti e figure importanti del mondo del Motorsport, molti dei quali a sostegno del pilota tedesco. Le dichiarazioni e i commenti vengono rilasciati sui social o attraverso interviste. Nigel Mansell, ad esempio, commenta:

 

"Davvero, davvero imbarazzante. Due grandi campioni che stavano lottando, un risultato fasullo. Vettel in quel momento era passeggero della sua macchina, cosa poteva fare di diverso?"

 

Ed anche Mario Andretti si schiera a favore del pilota della Ferrari:

 

"Io penso che il compito dei commissari sia quello di tutelare la sicurezza dei piloti, quando si fanno manovre pericolose, non quando si commettono errori dettati da una dura lotta. Quello che è successo non è accettabile, nel nostro amato e grande sport".

 

Le critiche nei confronti di questa sanzione sono tante, ed a queste si aggiunge anche Mark Webber, dichiarando:

 

"Nessuno dei commissari ha mai gareggiato in Formula 1? Penalità folle".

 

Mentre il pilota diventato leggenda della Nascar, Jimmie Johnson, è più duro nelle sue affermazioni:

 

"Sono felice che in Nascar non ci siano commissari".

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Ma ci sono anche pareri a favore della decisione, come ad esempio quella di Rosberg, che ritiene la sanzione giusta, o quella di Damon Hill, anche se a quest’ultimo sarebbe piaciuto assistere al duello finale:

 

"A mio avviso Vettel avrebbe potuto lasciare più spazio, ma abbiamo perso un gran finale a pochi giri dalla fine a causa della penalità. La situazione era così al limite da poterli lasciare continuare".

 

Per quanto riguarda i piloti che partecipano al Campionato del Mondo, a sostegno di Vettel accorre l’ex compagno di squadra, Daniel Ricciardo, il quale puntualizza su un fatto a lui vicino, quasi a voler marcare una possibile incoerenza delle scelte prese dai commissari. A Monaco, nel 2016 - ricorda l’australiano -, lui e Hamilton ebbero un episodio simile, se non identico. L’unica differenza su cui vuole concentrarsi il pilota australiano, nel suo discorso, è la gravità di ciò che è successo e le conseguenze: l’attuale pilota della Renault continua sostenendo che tre anni prima Lewis lo chiuse in modo ancora più evidente e chiaro rispetto a quanto successo in Canada. Ma nonostante ciò, in quel caso non venne inflitta alcuna penalità al pilota britannico e, conseguentemente, Hamilton vinse la gara.

 

"Se avesse sterzato ulteriormente a sinistra, sarebbe finito in testacoda. E se avesse frenato sull’erba ugualmente. Non c’era troppo spazio per Hamilton, ma era sufficiente. Io ho avuto una situazione identica con Lewis a Monte-Carlo, nel 2016. Aveva preso l’uscita d’emergenza e mi ha quasi spinto contro il muro al suo ritorno in pista. E con me eravamo più vicini rispetto all’episodio tra lui e Vettel. Quella volta Hamilton non venne penalizzato e fu giusto così, è stata una dura battaglia".

 

Anche Lewis Hamilton, dopo aver rivisto i replay televisivi, ammette che avrebbe fatto la stessa manovra.

 

"Ho guardato i replay. Fossi stato io in testa e avessi commesso lo stesso errore andando fuori pista, probabilmente avrei fatto la stessa cosa di Sebastian. Tutto accade molto velocemente e pensi solo a conservare la tua posizione. E quando dico che avrei fatto lo stesso, intendo che avrei provato anche io a stringerlo. Se non avessi frenato, avremmo fatto un incidente. È un istinto naturale dei piloti quello di chiudere la porta".

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Bisogna comunque sottolineare che i commissari, come tali, sono obbligati a giudicare le azioni dei piloti in pista e le loro conseguenze; quindi, proprio in base a queste azioni, le sanzioni variano di gravità. La manovra di Vettel è stata dichiarata pericolosa poiché il pilota della Ferrari ha perso il controllo della parte posteriore della propria vettura tagliando la curva numero 4, e rientrando in corsa si sarebbe allargato sulla destra costringendo Lewis a frenare per non andare a sbattere. L’azione del pilota tedesco è dunque da considerasi, secondo regolamento, pericolosa nei confronti di Hamilton.

 

Ma, purtroppo, ad essere spiacevolmente coinvolto in questa decisione è l’ex pilota di Formula 1, Emanuele Pirro, che viene indicato quale maggiore colpevole di questa spiacevole circostanza. Nei suoi confronti parte nelle ore successive una campagna denigratoria del tutto evitabile, poiché, come detto, l’ex pilota italiano è stato costretto semplicemente a doversi appellare ad un regolamento forse troppo stringente, dimenticando, inoltre, che in direzione corsa, a Montreal, il collegio giudicante era composto anche da Gerd Ennser, Mathieu Remmerie e Mike Kaerne.

 

"Tutti e quattro la pensavamo allo stesso modo. Prima di prendere la decisione abbiamo analizzato quanto Hamilton abbia dovuto frenare per evitare Vettel, poi quanto era in controllo Vettel della sua macchina grazie a tutte le immagini e alla telemetria a cui noi possiamo accedere. La penalità alla fine non era altro che un modo per restituire quella posizione che Hamilton, senza il muretto, avrebbe guadagnato in pochi metri. Purtroppo cercando in tutti non c’è stato un appiglio per assolvere Vettel e la sua manovra. Ho basato non solo la mia carriera automobilistica ma la mia stessa vita sul mettermi in discussione, e sull’equità della penalizzazione non ho mai avuto il minimo dubbio. Se l’avessi avuto, non l’avrei attribuita. Ripensandoci tutta la notte seguita al Gran Premio del Canada sono sempre giunto alla conclusione che la penalizzazione a Vettel era sacrosanta. Per fortuna, quella è sempre stata fuori discussione".

 

Nonostante in molti abbiano criticato la scelta del commissario tecnico italiano, il presidente della FIA, Jean Todt, gli ha mostrato immediatamente il suo supporto:

 

"Il Presidente della Federazione mi ha chiamato per sapere come mi sentivo e per darmi il suo appoggio e la sua solidarietà. A quel momento gli insulti erano già abbastanza noti e divulgati. La percezione dell’accaduto è stata talmente negativa che dall’episodio ha perso un po’ tutta la Formula 1, compresa la Mercedes, perché purtroppo molti non hanno capito la decisione mia e degli altri tre commissari che erano con me. E allora, visto che la salute del Motorsport è quella che mi sta più a cuore, ho pensato: se tornassi indietro non lo rifarei. Perché non ho fatto un buon servizio al Motorsport. Ho fatto un buon servizio alla giustizia dello sport ma non all’immagine delle corse. L’ho detto al Presidente e Todt mi ha dato una risposta che mi ha aperto il cuore: Non pensarla così, perché la cosa più importante è fare la cosa giusta. Anche se può costare caro. Bisogna sempre essere a posto con la coscienza. Ricordati: la miglior cosa che si può fare è fare la cosa giusta. Queste sono parole che mi hanno toccato. Certo, anche dopo tanto tempo, non posso dire che penso agli insulti con un sorriso. La cosa che mi ha veramente deluso e in qualche modo mi ha aperto gli occhi sono state la poca competenza e la superficialità con la quale una parte dei media ha descritto la vicenda, riportando fatti diversi dalla realtà. E senza nemmeno interessarsi a capire meglio, a freddo, con calma, dopo, cosa c’era dietro la mia decisione e quella degli altri tre steward".

 

Detto questo, Pirro aggiunge una considerazione del tutto personale, e umanamente condivisibile:

 

"A quelli che sono in malafede, che in stile vorrei dire calcistico hanno scritto e parlato cercando solo la polemica o i consensi facili e scontati da parte della tifoseria della Ferrari, non dico un bel niente. Perché quello che avrei da dire non lo vorrebbero ascoltare. A quelli che hanno scritto o hanno detto quello che hanno detto perché non ne sapevano di più, direi alcune cose. Primo: il mio numero di telefono ce l’hanno tutti e tutti mi possono raggiungere. Se c’è qualcosa che pensano di non aver capito o vogliono approfondire, possono telefonarmi. Così non si limitano a fare commenti basandosi su impressioni superficiali ma approfondendo le questioni. Ho passato parecchie ore a rispondere ad ognuno degli sconosciuti che con educazione mi hanno chiesto spiegazioni. Ho subito una gogna mediatica bruttissima, non la auguro al mio peggior nemico, con minacce personali e sono dovuto andare a fare delle denunce alla Polizia. Una cosa scandalosa, che esula dallo sport, di cui vergognarsi. Certe aggressioni denotano rancore e poca educazione. Da domenica scorsa la mia vita è cambiata e non so se tornerà più allo stesso modo perché cerco di fare questo mestiere - che mestiere non è perché non è pagato - nella maniera più corretta possibile, ma quando si parla di Ferrari e Valentino Rossi nel nostro Paese (riferendosi all’Italia, principale luogo dalla quale giungono questi gesti denigratori), il tifo calcistico che acceca le persone è presente anche nel nostro sport".

 

Dopodiché spiega nel dettaglio la scelta presa a Montréal:

 

"La regola è chiara: chi esce di pista può rientrare, se è in grado di farlo, a patto che agisca in sicurezza e senza trarre un vantaggio: cercare di mantenere a tutti i costi la posizione significa trarre un vantaggio. Innanzitutto io ho voluto subito capire quanto la manovra di rientro di Vettel ha impedito il sorpasso ad Hamilton. E lì ho visto dalla telemetria, in tempo reale, che il pilota della Mercedes aveva ripetutamente agito sui freni fino a ridurre la sua velocità di oltre 70 km/h. Se non avesse dovuto frenare per evitare una collisione avrebbe facilmente superato Vettel. La seconda cosa che ho cercato di capire è stata perché Vettel aveva seguito quella traiettoria. E allora sono andato a controllare l’apertura della farfalla dell’acceleratore della sua Ferrari. E ho visto che dal momento in cui è finito sull’erba, dopo un rapidissimo accenno di controsterzo, ha subito iniziato ad accelerare. Cercando di minimizzare la perdita di tempo. Come avrebbero fatto tutti, me compreso. Vettel ha fatto un controsterzo perfetto e ha rimesso diritta la sua monoposto, che è l’unico modo per sopravvivere, agonisticamente, ad un’escursione sul prato. Nel momento che ha avuto la macchina diritta, la sua priorità non è più stata quella di non girarsi ma quella di non perdere la posizione, accelerando il più possibile. L’avrebbero fatto tutti. Vettel ha perso il posteriore per un attimo, poi ha subito pensato a rimanere in testa. Ed ha tagliato la strada ad Hamilton quanto bastava a farlo frenare senza provocare un incidente. Del resto, questi non sono Campioni del Mondo per caso. Sanno bene quello che fanno".

 

Quindi, secondo il giudizio dei quattro commissari, Vettel ha chiuso volutamente la traiettoria a Hamilton, ottenendo un vantaggio:

 

"Vettel ha chiuso Hamilton. È un dato di fatto, si vede dalle immagini. Ma la nostra domanda era: lo ha fatto volontariamente o perché la sua Ferrari era fuori controllo? E, ripeto, quando tu vedi la farfalla dell’acceleratore aperta capisci che il pilota ha il controllo del mezzo. Molti hanno sottolineato che lui non ha mai girato il volante verso destra: non ne aveva bisogno. Le due macchine, infatti, avevano traiettorie convergenti di trenta gradi: stavano dirigendosi l’una verso l’altra, bastava andare diritti. Se voleva essere sicuro di non andare addosso ad Hamilton o no rallentarlo, Vettel avrebbe dovuto sterzare a sinistra".

 

Rispondendo al paragone tra l’episodio Vettel-Hamilton del Gran Premio del Canada con quello che coinvolse Hamilton e Ricciardo nel Gran Premio di Monaco del 2016, in cui Pirro era anche in quell’occasione commissario di gara, l’ex pilota italiano risponde:

 

"Sempre nell’ottica di non voler approfondire, tanti hanno paragonato i due episodi ma in realtà non hanno nulla a che vedere perché Ricciardo, analizzando la telemetria e le immagini, non era nemmeno arrivato a poter tentare il sorpasso ad Hamilton. Capisco che dalle riprese frontali la manovra di Hamilton poteva sembrare da sanzionare ma in realtà Ricciardo, sulla destra, ha trovato umido e bagnato, quindi non è stato Hamilton a chiudere Ricciardo verso il rail ma Ricciardo ha preso una pozzanghera perdendo tutto il vantaggio dell’accelerazione ed ha dovuto desistere dal tentativo di sorpasso: nessuna colpa del pilota Mercedes".

 

Pirro e Vettel, comunque, si chiariranno tra loro:

 

"Sì. Lui è stato molto carino. Al Gran Premio successivo al Canada, nel paddock, mi è arrivato da dietro in bicicletta, mi ha dato una pacca sulla spalla e mi ha stretto la mano. Ci siamo detti: Prendiamo un caffé insieme? Sì volentieri. Poi non è successo perché non l’ho più cercato, per non disturbarlo. Ha fatto un bel gesto che non era richiesto e non è stato casuale. Il problema del Canada è venuto dal resto del mondo. Con la Ferrari nessun problema. Camilleri ha dato dichiarazioni sportivissime. Binotto idem".

 

Infine, bisogna sottolineare che l'ex pilota italiano è stato supportato anche da Renè Arnoux:

 

"Dopo il Canada, fra gli altri, mi ha chiamato René Arnoux, e la cosa mi ha fatto davvero piacere. Mi ha detto che gli dispiaceva per quanto era successo ed ha aggiunto: Pochi hanno capito che cosa è successo in Canada. Ai miei tempi queste cose non sarebbero accadute. Quella sfida è sempre stata l’esempio di come si dovrebbe correre ruota a ruota rispettandosi. Arnoux, inoltre, mi ha detto: A Digione ho messo la mia vita nelle mani di Gilles e Villeneuve ha fatto altrettanto. Sapevamo che il rispetto non sarebbe mai mancato e che potevamo fidarci uno dell’altro. Aggiungo che correre lealmente non significa correre senza dare spettacolo. Il duello fra Albon e Kvyat, compagni di squadra, in Ungheria è la prova che se uno applica il regolamento come si deve le corse non ci perdono ma, anzi, ci guadagnano".

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In ogni caso, pare che le polemiche relative all’esito del Gran Premio del Canada non termineranno in breve tempo, dato che la Ferrari decide di appellarsi contro la decisione presa dai commissari di gara:

 

"In questo momento non possiamo che essere delusi, come squadra nel complesso ma soprattutto pensando a Sebastian e al pubblico. Per quanto riguarda Seb, penso che non avrebbe potuto fare nulla di diverso da quello che ha fatto, motivo per cui abbiamo deciso di appellarci alla decisione degli steward. Lasciamo il Canada con la consapevolezza che oggi, come per tutto il weekend, abbiamo dimostrato di essere competitivi e questo ha dato una dose di fiducia a tutta la squadra".

 

Ciò significa che la Ferrari ha ora a disposizione novantasei ore per raccogliere le prove necessarie e decidere definitivamente se presentare l’appello. Ciò non toglie che per regolamento non è possibile appellarsi alla penalità di cinque secondi, ma facendo ricorso si potrebbe almeno cancellare la penalità accessoria dei due punti tolti dalla patente del pilota tedesco. Non si conoscono ancora tutti i dettagli del piano della Ferrari, ma sembra che l’idea principale sia quella di contestare la procedura, cioè l’aver dato la sentenza durante lo svolgimento della gara, senza aver sentito il parere dei due piloti.

 

In ogni caso, ciò non cancella il magnifico lavoro svolto da Sebastian Vettel durante l’intero weekend canadese, essendo stato artefice di una gara quasi perfetta, che lo ha visto però tenere dietro una vettura estremamente competitiva come la Mercedes. Anche per questo motivo, e non per una mera posizione polemica, la Ferrari decide di esporre la bandiera con il cavallino rampante all’ingresso della porta della Gestione Sportiva di Maranello, a voler simboleggiare l’ottenimento di una virtuale vittoria.

 

Giulia Mizzoni

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