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#977 2018 Australian Grand Prix

2021-08-29 02:08

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#977 2018 Australian Grand Prix

L’Australia ospita oramai da diversi anni il primo Gran Premio della stagione, che nel 2018 conterà ben ventuno appuntamenti. Una tappa classica, che

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L’Australia ospita oramai da diversi anni il primo Gran Premio della stagione, che nel 2018 conterà ben ventuno appuntamenti. Una tappa classica, che permetterà di iniziare a capire i veri valori delle monoposto, seppur non completamente, dato che il circuito è da ritenersi semi-cittadino. Lungo 5,303 km, il circuito dell’Albert Park ha un rettilineo principale abbastanza corto (velocità di punta poco oltre i 315 km/h) e sedici curve che rendono determinante avere un elevato carico aerodinamico.

 

Nell’ultima edizione, la prima giornata australiana fu promettente per il team di Maranello, dato che vinse Sebastian Vettel, riuscendosi poi ad imporre come leader fino a metà stagione, obbligando Lewis Hamilton ad un inseguimento con successivo rovesciamento delle posizioni a partire dal Gran Premio d’Italia. Entrambi i piloti avevano macchine rivoluzionate rispetto agli anni precedenti, più veloci e con gomme più larghe, ed entrambi i team quest'anno sono ripartiti da quel modello di monoposto, visto che le innovazioni dal punto di vista dei regolamenti sono meno dirompenti, ma pur sempre presenti.

 

Un cambiamento importante si avrà con l’introduzione dell’halo, che farà la sua comparsa proprio a Melbourne. Introdotto per ragioni di sicurezza, l’halo è posizionato all'altezza del casco del pilota ed è realizzato in titanio. Il suo scopo è quello di proteggere la testa del pilota da detriti o eventuali collisioni. Quest’ultimo provoca un aumento del peso complessivo di circa 14 chili, dato da tenere in considerazione visto che la FIA ha spostato di soli 6 chili il peso minimo limite delle monoposto, portandolo a 734 chili.

 

Un altro cambiamento importante riguarda il numero dei motori a disposizione: tre e non più quattro. Questo significa che le power unit dovranno durare in media sette gare per evitare penalità, e ciò renderà l’affidabilità un fattore ancora più decisivo. Inoltre, da questa stagione è vietato l’utilizzo delle T-Wings e delle shark fins, e non sarà più possibile usare neanche il sistema delle sospensioni anteriori in grado di variare l'altezza della monoposto da terra a seconda del grado di inclinazione dello sterzo. Vi saranno inoltre novità anche per quanto riguarda le gomme, con l'introduzione di due nuove mescole Pirelli: la Pink HyperSoft (più performante della UltraSoft) e la Orange SuperHard. 

 

Cambia anche il regolamento delle penalizzazioni in griglia: nel 2018 ogni pilota che accumulerà 15 posizioni o più di penalità partirà direttamente dal fondo dello schieramento. Da questo Gran Premio Liberty Media abolirà la presenza delle ombrelline, ovvero le ragazze che reggevano i numeri coi piloti sulla griglia di partenza, per lasciare il posto ai grid kids.

 

Ma non mancano certo le novità anche per alcune delle squadre: McLaren, infatti, da quest’anno non sarà più motorizzata Honda ma avrà una power unit Renault (con contratto triennale) mentre i motori della Casa giapponese saranno utilizzati dalla Toro Rosso, guidata da Brendon Hartley e Pierre Gasly. Per quanto riguarda le novità nelle diverse line-up dei team in questo 2018 vedremo Sergey Sirotkin affiancare Lance Stroll in Williams, ed il debutto di Charles Leclerc, il ventenne pilota della Ferrari Driver Academy, che affiancherà invece lo svedese Marcus Ericsson alla guida dell’Alfa Romeo Sauber.

 

Interessanti anche le scelte delle mescole delle gomme per il weekend: la Mercedes sceglier. Per entrambi i piloti il massimo numero disponibile di Ultrasoft. Più prudenti invece Ferrari e Red Bull, dato che il team di Maranello sceglie tre set di Soft, tre di Supersoft e sette di Ultrasoft mentre Red Bull richiede due set di Soft, tre di Supersoft e otto di Ultrasoft.

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Giovedì 22 Marzo 2018 la conferenza stampa che apre il mondiale di Formula 1 è affollatissima. Per questo primo appuntamento sono invitati a parlare con i giornalisti i due principali rivali al titolo, Lewis Hamilton e Vettel, entrambi quattro volte Campioni del Mondo:

 

"Ora ovviamente cerco la soddisfazione suprema, vincere il titolo col più grande team della storia e del paddock, la Ferrari, e vorrei farlo contro i migliori. Lewis è uno di loro".

 

Ammette il pilota tedesco, ma certo il suo rivale non si fa trovare impreparato e dichiara:

 

"Inizia una stagione molto lunga e bisogna concentrarsi su cosa accade in pista. Io penso ad abbattere barriere e spingere al massimo per sfruttare nel miglior modo possibile il mio potenziale. Nella carriera di un pilota c'è sempre un picco, fisicamente sarà difficile superare il livello a cui siamo arrivati ora, non penso di essere in una fase di declino, ma di avere un buono stato di forma, ed è per questo che voglio continuare a dare il massimo".

 

A chi gli addebita come punto debole l'incostanza, come ha fatto il suo ex compagno di squadra Nico Rosberg, Hamilton risponde:

 

"Credo di aver già dimostrato l'anno scorso che non è più il caso. Ci sono persone che vogliono i titoloni sui giornali. La costanza è il motivo per cui ho vinto il mondiale lo scorso anno".

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Per quanto riguarda invece la sfida che disputerà nuovamente contro Vettel, il britannico ammette:

 

"E' un privilegio correre in Formula 1, gareggiare con la Mercedes ed essere ai vertici di questo sport. A fine carriera è bello sapere di aver gareggiato con i migliori. Lottare con Vettel, che ha vinto quattro mondiali, e batterlo, è qualcosa che rende la sfida speciale".

 

Sulle novità introdotte da Liberty Media nella Formula 1 Lewis Hamilton si mostra fiducioso:

 

"Credo ci siano stati buoni progressi nell'ultima stagione nel coinvolgimento dei fans, ma c'è ancora un lungo processo per capire quale direzione prenderemo. Credo stiano facendo il meglio e faremo di tutto per sostenerli".

 

Il quattro volte Campione del Mondo in carica si mostra quindi pronto a scendere in pista e a conoscere a fondo la sua nuova vettura, la Mercedes AMG F1 W09:

 

"C'è attesa attorno al team, l'ultimo test è stato distorto per le condizioni della pista. Sono curioso di vedere i primi riscontri in gara". 

 

L’altro contendente al titolo di questo 2018 è, come detto, Sebastian Vettel, che quest’anno chiama la sua Ferrari SF71H con il nome Loria.

 

"Dopo aver vinto contro i migliori, sto cercando l'ultima soddisfazione: vincere con la Ferrari che è il più grande team della storia e del paddock".

 

Inizia con queste dichiarazioni la stagione del pilota tedesco. Lui, che ha già vinto due volte in Australia, nel 2011 con Red Bull e nel 2017 con la sua Gina, continua a dichiarare che Lewis è il favorito alla vittoria in Australia:

 

"Lui sta bene e anche la Mercedes. Ma proveremo a batterlo. Siamo tutti impazienti di salire sulle macchine e gareggiare. La stagione è lunga, vedremo. Melbourne è particolare per tanti motivi. Abbiamo molte ragioni per essere fiduciosi, abbiamo una macchina grandiosa. Siamo in una buona forma in base ai test di Barcellona, anche se potremmo essere in una forma migliore. Ma è sempre così. E all'inizio non sai come stanno gli altri, a che punto sono. Se io ho un piano quest'anno? Top secret, non posso rivelare nessun dettaglio".

 

Durante la conferenza Vettel appare calmo e molto spiritoso:

 

"Credo di stare abbastanza bene, se Lewis dice di essere al picco della condizione fisica ed è più vecchio di me, posso guardare avanti con ottimismo. Non vedo molti punti deboli in lui, sta facendo un ottimo lavoro da diversi anni. Ma sono sicuro che ognuno ha i propri punti deboli, alcuni caratteriali, alcuni di guida, onestamente non penso tanto ai suoi e mi concentro su come migliorare i miei".

 

Infine gli viene chiesto cosa significherebbe vincere un quinto titolo, raggiungendo così Fangio:

 

"Rispetto a Lewis ho avuto più tempo per pensarci, un inverno in più. Ma non è una fissazione onestamente, certo riuscirci significherebbe molto. In ogni caso il record di Fangio appartiene a un'altra epoca".

 

Sulla riduzione dei motori a disposizione, da quattro a tre, Vettel non dà una risposta chiarissima e cerca di esprimersi con ironia:

 

"Preventivare di utilizzare un quarto motore è sicuramente qualcosa che si può considerare, ma siamo ancora al primo Gran Premio e non credo che nell'arco del weekend ne utilizzeremo quattro, per cui al momento non è una mia preoccupazione".

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Oltre alla sfida tra Hamilton e Vettel, l’attenzione del pubblico locale è logicamente posta anche su Daniel Ricciardo, ventott’anni, un sorriso enorme e un contratto in cerca d'autore: con Red Bull infatti è in scadenza, Mercedes e Ferrari sono nell'orbita e i piloti capitani delle due scuderie gli danno consigli preziosi. Il trentatrenne Lewis, in scadenza anche lui a fine stagione ma col solo eventuale imbarazzo di rifiutare uno stipendio da 45.000.000 di dollari all'anno per due anni (e opzione per un terzo), avverte Ricciardo:

 

"C'è sempre la tentazione di cercare qualcosa di meglio altrove, ma quando si è in un team è molto importante incoraggiare chi lavora per te, perché sono loro che possono aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi. Daniel oggi è in un team fantastico e penso che quest'anno abbia davvero chance di vincere il campionato".

 

E Vettel, che ha avuto Ricciardo come compagno di squadra l'ultimo anno in Red Bull, gli consiglia solo di non avere fretta. Una fretta che forse ha il ventenne Max Verstappen, cui fa riferimento la domanda che si alza come un fantasma dalla platea:

 

"Non è che il prossimo candidato al titolo sta fuori da questa stanza e parla olandese?"

 

Viene chiesto ai tre piloti. Ma Lewis glissa, dicendo:

 

"Una risposta non ce l’ho".

 

Mentre Seb aggiunge:

 

"Speriamo che il vincitore sia seduto qui adesso, ovvio no?"

 

Il pilota britannico sottolinea comunque che anche le due Red Bull saranno rivali di cui preoccuparsi:

 

"Anche Ricciardo sta sorridendo, non sarei sorpreso di vedere una Red Bull molto forte".

 

E Daniel Ricciardo, chiamato in causa da Hamilton, spera di ben figurare in Australia.

 

"Abbiamo passato un buon inverno ed ora si apre la stagione, siamo ancora tra i primi tre team, assieme a Mercedes e Ferrari, credo siamo nel gruppetto di testa, speriamo di giocarci bene le nostre carte e di salire sul podio".

 

Il pilota australiano vuole cominciare con il piede giusto la stagione 2018, dato che nella gara australiana del 2017 si era dovuto ritirare:

 

"L'inizio della scorsa stagione non è stato per nulla divertente. Speriamo di prepararci al meglio per questa gara e poi vedremo cosa accadrà in pista".

 

Per quanto riguarda la possibilità di una Red Bull in corsa per il titolo mondiale Ricciardo si mostra abbastanza cauto, e ammette:

 

"Red Bull in corsa per il titolo? Spero che Hamilton abbia ragione quando dice che abbiamo possibilità. Mi prenderò il tempo giusto e vedrò cosa accadrà, ne riparliamo tra qualche mese".

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Il mondiale del 2018 si apre come si era chiuso l’anno precedente: nel segno di Lewis Hamilton. Il Campione del Mondo in carica è il più veloce nelle prime due sessioni di prove libere, che si svolgono venerdì 23 Marzo. Nella FP1 il pilota britannico gira in 1'24"026 precedendo il compagno di scuderia Valtteri Bottas, con un distacco di 0.551 secondi, e la Red Bull di Max Vertsappen, a 0.745 secondi. I piloti della Ferrari segnano il quarto e quinto tempo: Kimi Raikkonen, 1’24"875, utilizza solamente pneumatici Soft, mentre Sebastian Vettel, 1’24"995, gira con gomme Soft e Supersoft.

 

Hamilton riuscirà perfino a migliorarsi nel termine della FP2, segnando un tempo di 1'23"931 e precedendo la Red Bull di Verstappen (con un distacco di 0.127 secondi) e la Mercedes di Bottas, (a 0.228 secondi). La Ferrari continua a provare i vari set di gomme, passando dalla Soft alla Supersoft, ed infine alla Ultrasoft. Raikkonen, 1’24"214, chiude la sessione in quarta posizione, mentre Sebastian Vettel registra il quinto miglior crono con un tempo di 1’24"460. La sessione viene interrotta a mezz'ora dal termine a causa della presenza di detriti sull'asfalto, per poi riprendere dopo pochi minuti.

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La prima penalità della stagione viene inflitta a Daniel Ricciardo: il pilota australiano della Red Bull dovrà infatti scontare tre posizioni di penalità in griglia di partenza per non aver rispettato una regola - introdotta quest’anno - in regime di bandiera rossa durante la seconda sessione di prove libere. Dopo aver esaminato la telemetria, i video, e dopo aver parlato con il pilota australiano, i commissari di gara riscontrano una violazione dell'articolo che regola la velocità da tenere in regime di bandiera rossa. La FIA, comunque, mitiga la penalità di Ricciardo dopo aver riscontrato una diminuzione consistente della velocità del pilota nel penultimo e ultimo micro-settore, segnalando così agli steward di aver capito la situazione di pericolo ed essersi adeguato al regolamento procedendo con la dovuta attenzione. Concluse le prime prove, entrambi i piloti Ferrari si dichiarano soddisfatti. Sebastian Vettel, pannando dei primi riscontri cronometrici, dichiara:

 

"Sembriamo vicini ed è una bella notizia, ma dobbiamo migliorare. Credo sia difficile a inizio stagione dire dove siamo, solo dopo un paio di gare sai quanto migliori. Adesso è tutto nuovo. Abbiamo provato a cambiare il bilanciamento perché non mi sentivo molto a mio agio, ma non c'è da preoccuparsi".

 

Il pilota tedesco è sereno, e scherza perfino sul nome della sua monoposto:

 

"Si chiama Loria, magari se faremo molto bene ci saranno delle bambine in Italia che avranno questo nome. C'è un piccolo motivo dietro, ma è solo l'inizio della storia. Magari aggiungiamo una lettera a fine anno...".

 

È soddisfatto anche Kimi Raikkonen, che con il suo classico modo tranquillo di parlare, dichiara:

 

"È stata una giornata normale qui in Australia. È apparso tutto un po' diverso rispetto ai test, ma è normale quando ci si ritrova in un altro posto. Il grip della pista è migliorato rispetto allo scorso anno. Non è facile trovare un buon set-up, ma la partenza di oggi non è andata male. Abbiamo provato diverse cose e abbiamo fatto del nostro meglio per migliorare qui e là. Stiamo facendo le nostre considerazioni sulla strada migliore da percorrere per capire come farlo al meglio. È normale soprattutto all'inizio dell'anno. Vedremo come sarà il tempo domani. Questa sera analizzeremo tutto il lavoro svolto oggi, ricaveremo tutti gli aspetti positivi e vedremo cosa si può fare".

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La prima gara del mondiale deve ancora svolgersi, eppure prosegue la diatriba che si è recentemente innescata tra Christian Horner e la Ferrari, diretta da Maurizio Arrivabene. Dopo i continui battibecchi di questo inverno sul caso Liberty Media, il team principal della Red Bull si scaglia nuovamente contro il team di Maranello nel corso della conferenza stampa della prima giornata di prove libere del Gran Premio d'Australia. Oggetto della contesa questa volta è l'annunciato arrivo a Maranello dell'ingegnere francese Laurent Mekies, ex direttore per la sicurezza della FIA e attuale vicedirettore di gara, che dal 20 Settembre 2018 si metterà agli ordini di Mattia Binotto.

 

Un arruolamento già aspramente criticato dalla McLaren, e che ora ha trovato anche in Horner un acceso inquisitore. Secondo Horner questo è un ingaggio che violerebbe il gentleman's agreement fra i team sul personale FIA, raggiunto dopo le polemiche per l'arrivo in Renault di Marcin Budkowski, ex responsabile del dipartimento tecnico FIA, praticamente l'uomo-scrigno di segreti dei vari team, che nell’Ottobre 2017 è passato alla Renault provocando polemiche poi risolte con uno stop tra un incarico all'altro di sei mesi anziché tre.

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Le scuderie, infatti, avevano concordato di mettere sotto contratto gli ex dipendenti FIA o legati alla FOM dopo almeno dodici mesi di gardening, cioè un lasso di tempo di non attività per evitare di diffondere dati sensibili acquisiti nel precedente ruolo, ma Mekies comincerà a lavorare per Ferrari solo sei mesi dopo il suo addio alla Federazione Internazionale dell’Automobile. Maurizio Arrivabene, team principal Ferrari, difende l’operato del team di Maranello dichiarando:

 

"Non c'è nulla di sbagliato, ci siamo attenuti alle leggi svizzere e per le leggi svizzere sul lavoro un gentleman's agreement è illegale, anzi siamo andati oltre concedendo un periodo di stacco di sei mesi. Poi abbiamo dato mandato alla FIA di valutare una proposta per il prossimo strategy group, il 17 Aprile".

 

Ma Horner insiste:

 

"Certe scuderie, fra cui proprio la Ferrari, volevano anzi che questo periodo di stacco fosse di tre anni, ma alla fine abbiamo concordato sui dodici mesi. E stiamo parlando di un accordo trovato solo sei settimane fa. Ci si può nascondere dicendo che non fa parte delle regole, ma come gruppo ci eravamo messi d'accordo su qualcosa, non è stato rispettato e a questo punto mi chiedo che senso abbia fare queste riunioni".

 

Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, presente in conferenza stampa affianco ai due rivali, cerca di mediare dicendo:

 

"A parte che alla riunione non ho visto gentiluomini, il caso Mekies è completamente diverso da quello Budkowski, il primo non ha trattato dati sensibili. Sapendo che passerà in Ferrari tra diversi mesi per me non è un problema".

 

È invece un problema e molto grosso quello che sta alla base di tutta questa tensione, e cioè la riscrittura delle regole nel 2021: la Ferrari ha infatti minacciato di lasciare la competizione se i proprietari di Liberty decideranno di snaturare la Formula 1 nell'ottica della riduzione dei costi, semplificazione motori e apertura a nuove squadre. Mercedes è d'accordo, ma Wolff smussa i toni auspicando un accordo delle parti, e Arrivabene conclude l’argomento, dicendo:

 

"Non commento quello che dice il mio capo Marchionne, perché sa bene quello di cui parla. Suggerisco solo di prenderlo molto seriamente".

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La terza sessione di prove libere inizia con pista bagnata da uno scroscio di pioggia; solo verso la fine della sessione i piloti avranno la possibilità di montare e sfruttare gomme da asciutto. Questo portato in vetta alla classifica dei tempi Sebastian Vettel, seguito dal suo compagno di team, Kimi Raikkonen. Al terzo posto chiude Marcus Ericsson con la sua Alfa Romeo Sauber. 

 

All’inizio delle qualifiche il tempo è incerto ma non piove. Kimi Räikkönen è il primo dei piloti delle migliori scuderie a segnare un tempo valido in Q1. Il tempo del finlandese non viene battuto da Vettel, e nemmeno dalle due Mercedes. Räikkönen riesce ad abbassare ancora il tempo, prima che le due Red Bull conquistino il secondo e terzo posto della graduatoria.

 

Al terzo tentativo Lewis Hamilton si pone al comando, dinnanzi alle due Ferrari e le due Red Bull, mentre Romain Grosjean scala sesto. La pista si migliora rapidamente, e ciò comporta una stretta lotta per l'ottenimento di un tempo sufficiente per l'accesso alla seconda fase. Vengono eliminati i due piloti della Sauber, Marcus Ericsson e Charles Leclerc, rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo, i due piloti della Toro Rosso, Brendon Hartley e Pierre Gasly, ultimo, e Sergej Sirotkin, diciannovesimo con la sua Williams.

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Nei minuti a seguire la situazione meteorologica sembra peggiorare, e i piloti, per evitare la pioggia, decidono di cercare subito il tempo, tanto che Hamilton segna il nuovo record del tracciato. La classifica è ancora dominata dai piloti di Mercedes, Ferrari e Red Bull, racchiusi in otto decimi di secondo. Le due vetture anglo-austriache differenziano la loro strategia, rispetto agli avversari diretti, optando per gomme Supersoft, che sarà la mescola con cui partiranno in gara. Proprio nell'ultimo tentativo Vettel strappa il miglior tempo a Hamilton. Sono competitive le due Haas, subito alle spalle dei tre team più veloci. Al termine della sessione sono eliminati i piloti di McLaren, Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne, i due piloti della Force India, Sergio Perez (tredicesimo) e Esteban Ocon (quindicesimo), e Lance Stroll, quattordicesimo con la seconda Williams.

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L'inizio della fase decisiva vede l'incidente di Valtteri Bottas alla prima curva. La vetture è grandemente danneggiata, ma il pilota è incolume. La sessione viene interrotta per circa dieci minuti. Alla ripresa Lewis Hamilton si pone al comando, ma i tempi di Ferrari e Red Bull sono prossimi a quelli del Campione del Mondo, raccolti in pochi decimi. Romain Grosjean, all'uscita dai box, decide di sorpassare Carlos Sainz Jr. nella corsia di accelerazione, sfiorando così la collisione.

 

Lewis Hamilton si migliora ancora, ponendo un gap di sette decimi rispetto al tempo di Räikkönen, che parte con lui in prima fila. La seconda fila è conquistata da Vettel e Verstappen. Per Hamilton è la settantatreesima pole position, la settima conquistata a Melbourne. Il britannico conquista una pole position per la dodicesima stagione di fila. Valtteri Bottas, a causa della sostituzione del cambio, resasi necessaria dopo l'incidente in Q3, è penalizzato di cinque posizioni in griglia di partenza. Col quinto e sesto posto in griglia, la Haas ottiene il suo miglior risultato, in qualifica, in Formula 1.

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Lewis Hamilton, avendo ottenuto la prima pole di questo 2018, si mostra estremamente soddisfatto ed emozionato al termine delle qualifiche:

 

"A qualcuno sembrava tutto normale visti i risultati, invece non lo è. Le emozioni sono sempre intense e il cuore batte all'impazzata. Sono state qualifiche straordinarie, la macchina mi sorprende sempre. Sono molto contento del mio giro, sono uno che tende alla perfezione e devo dire che quello che ho fatto è ciò che ci si avvicina di più".

 

È la sua quinta pole di fila e settima totale in Australia, record assoluto, ed è anche la partenza in testa alla gara numero 73 della sua carriera. Eppure, a detta del pilota britannico:

 

"Non è stata una qualifica semplice anche per il bilanciamento della macchina e per mandare a temperatura gli pneumatici. Però l'ultimo giro il migliore del weekend".

 

Lewis, che ha anche segnato il record della pista con il tempo di 1’21"164, di oltre un secondo più veloce del record del 2017, partirà in pole position con a fianco e dietro di sé le due Ferrari, a cui rende onore:

 

"Sarà dura trovarsi tra le Ferrari, è un grande team contro cui lottare. Sono stato sorpreso dalla velocità delle Ferrari, la loro potenza mi è sembrata migliore di quella finora vista".

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Accanto al pilota britannico della Mercedes scatterà dalla seconda posizione Kimi Raikkonen, staccato di 0.664 secondi (1’21”828), che riferendosi alla forte pioggia scesa su Melbourne fino a poco prima delle qualifiche dichiara:

 

"Abbiamo fatto un lavoro discreto, il distacco è piuttosto grande e non è stata una sessione lineare visto il meteo di stamattina che ci ha disturbato. Dobbiamo essere comunque contenti per la posizione, anche se il distacco da Hamilton dimostra che c'è tanto lavoro da fare".

 

In terza posizione partirà il compagno di squadra, Sebastian Vettel, che si è qualificato con un tempo di 1’21”838:

 

"Ieri non ero contento per le sensazioni, mentre oggi è andata sempre meglio. Siamo stati vicini, ma alla fine Hamilton ha fatto un giro fantastico. Siamo fiduciosi per domani, abbiamo migliorato davvero la macchina. Se oggi hanno acceso tanto il motore spero lo spengano domani. Nel long run abbiamo visto che siamo vicini, qui non è facile superare ma in gara non si può mai sapere. È comunque una buona posizione di partenza. Molto dipenderà da come partiremo e anche dal fatto che ci saranno varie macchine in lotta".

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Accanto al tedesco partirà dalla quarta posizione la Red Bull di Max Verstappen. Quinto tempo invece per l’altra vettura anglo-austriaca, quella di Daniel Ricciardo, che però partirà ottavo per la penalizzazione rimediata nelle prove libere del venerdì. Nei primi dieci troviamo poi due strepitose Haas con Kevin Magnussen quinto e Romain Grosjean sesto, garantendo così al team con licenza americana il suo miglior risultato in qualifica. Buona anche la prestazione delle Renault, con Hulkenberg settimo e Sainz nono.

 

Clamorosa invece la qualifica di Valtteri Bottas, che a inizio Q3 è finito con la ruota posteriore sinistra sul prato di curva 2, bagnato dalla pioggia del mattino, perdendo così il controllo della monoposto e schiantandosi sul muro a destra. Un impatto che ha portato entrambi gli pneumatici di destra a staccarsi. Nessun problema al pilota ma danni al cambio che dovrà essere cambiato, il che farà si che il pilota finlandese partirà oltre la quindicesima posizione. 

 

L'errore di Valtteri e la conseguente bandiera rossa hanno anche costretto Hamilton ad abortire il suo giro lanciato con le gomme Ultrasoft. Ma quando i semafori sono diventati di nuovi verdi, Lewis non è sembrato per niente disturbato dall’interruzione improvvisa: batticuore e perfezione, ancora una pole di Hamilton.

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Domenica 25 Marzo 2018 inizia ufficialmente la sessantanovesima edizione del Campionato del Mondo di Formula 1. Il Gran Premio d’Australia si apre con Lewis Hamilton in pole position che alla partenza riesce a mantenere la leadership, inseguito dalle due Ferrari rispettivamente di Raikkonen e Vettel. Max Verstappen cede la quarta posizione a Kevin Magnussen. Seguono Romain Grosjean, Nico Hülkenberg, Daniel Ricciardo e Carlos Sainz Jr.. Tutti optano per gomme Ultrasoft, ad eccezione di Red Bull, Williams e Sauber, che optano per le Supersoft.

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Al quinto giro Ricciardo sorprende Hülkenberg, cogliendo il settimo posto. Al nono passaggio Verstappen va in testacoda alla prima curva; l'olandese riprende la gara, ma cede tre posizioni. La classifica resta invariata, almeno nelle posizioni di testa, fino al giro 18, quando Räikkönen, che stava mettendo pressione a Hamilton, effettua il cambio gomme. Il britannico effettua la sosta il giro dopo; Vettel si trova così al comando. Max Verstappen sceglie il giro 21 per la sosta, mentre Sainz va lungo, e viene passato da Alonso. Subito dopo il pilota della Renault va ai box.

 

La gara subisce uno stravolgimento quando le due Haas, prima quella di Magnussen (in quarta posizione, nel corso del ventiduesimo giro) e subito dopo quella di Grosjean (in quinta posizione, nel corso del ventiquattresimo giro), effettuano due pit stop disastrosi: la gomma posteriore sinistra di Magnussen e a gomma anteriore sinistra di Grosjean vengono fissate male ed entrambi i piloti sono costretti al ritiro. Per i meccanici del team Haas non resta altro se non la disperazione, si portano le mani sui caschi in un gesto eloquente mentre in pista si entra in regime di virtual safety car.

 

È così che Sebastian Vettel riesce ad ottenere la leadership della gara: con un’ottima e fortunata strategia, i meccanici chiamano Vettel ai box e il pilota tedesco, tagliando le traiettorie tra i cordoli e massimizzando il tempo necessario per il pit stop, esce davanti a Hamilton che fino a pochi attimi prima è stato al comando. Il britannico è del tutto incredulo e chiede via radio:

 

“Com'è potuto succedere?”

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Successivamente la safety car deve entrare in pista, dato che i marshalls non riescono a rimuovere in sicurezza la monoposto di Grosjean. Nel mentre, Verstappen cede una posizione ad Alonso, dopo aver passato in regime di Virtual Safety Car. Alla ripartenza, quando mancano 26 giri, Vettel mantiene la prima posizione con Hamilton minacciosissimo alle sue spalle davanti alla Ferrari di Raikkonen a sua volta minacciata dalla Red Bull di Ricciardo. Vettel ha gomme di sei giri più fresche, e a Melbourne è difficile sorpassare. Seguono Räikkönen, Ricciardo, Alonso, Verstappen, Hülkenberg e Vandoorne. Verstappen, che nel testacoda ha rovinato il fondo della vettura e fa fatica a tenere il ritmo dei primi. 

 

Hamilton però ci prova con una serie di giri veloci e sfruttando al massimo il DRS ma Vettel resiste, mentre il pilota britannico lamenta di avere un problema al motore e di vedere liquidi che escono dal posteriore della macchina del leader. Gioco a elastico tra i primi due fino a quando Hamilton, al quarantasettesimo giro, commette un grave errore in curva 9 slittando con la gomma posteriore sinistra sull'erba, perdendo terreno e la chance di superare il pilota tedesco della Ferrari.

 

Negli ultimi giri Sainz Jr. comunica di aver dei problemi fisici, mentre Hamilton, a causa di problemi alle gomme posteriori, cede terreno e viene avvicinato da Kimi Räikkönen. Al termine dei 58 giri regolamentari, Sebastian Vettel taglia il traguardo della prima gara dell’anno da vincitore, seguito da Lewis Hamilton, Kimi Raikkonen e il padrone di casa Daniel Ricciardo. Chiude in quinta posizione Fernando Alonso, che precede Max Verstappen, Nico Hulkenberg, Valtteri Bottas, Stoffel Vandoorne e Carlos Sainz Jr.

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Appena tagliato il traguardo Sebastian Vettel, vincitore del Gran Premio d’Australia per la seconda volta di fila, segnando così il suo quarantottesimo successo in carriera e il suo centesimo podio, apre il canale radio ed esclama in italiano:

 

"Grande ragazzi. Grande. Grande gara".

 

Un Gran Premio che verrà ricordata per l’ottima strategia Ferrari che, grazie soprattutto all’ingegnere spagnolo Inaki Rueda, ha sfruttato l’unica occasione offerta da una gara che avrebbe potuto altrimenti risultare quasi già scritta in partenza.

 

"Le cose sono andate per il verso giusto per noi, il timing ci ha aiutato, però l'anno scorso ci sono state tante gare in cui ci è andata contro, quindi ce la prendiamo".

 

Ammetterà candidamente, e con ragione, il pilota tedesco che poi con calma, dopo la gara, farà un’analisi più precisa:

 

"Ci manca un po' di passo, a me manca un po' di fiducia nella macchina e quindi ancora non siamo al punto che vorremmo. C'è ancora del lavoro da fare. È andata piuttosto bene, abbiamo avuto un po' di fortuna però mi sono davvero divertito. Speravo di fare una partenza migliore, poi ho faticato con le gomme nel primo stint e ho perso un po' di contatto da Lewis e Kimi. Ho pregato perché entrasse una safety car e così è stato, ero pieno di adrenalina. Sono riuscito ad andare davanti ed era difficile poi sorpassarmi, Lewis ha tenuto la pressione alta ma mi sono potuto godere gli ultimi giri. Qualcosa è accaduto e noi eravamo lì, abbiamo fatto il nostro lavoro prima della gara cercando di prevedere i vari scenari, e alla fine avevamo anche il passo per tenere la prima posizione. Sicuramente Lewis era un po' più veloce, ci ha messo pressione, ma non era abbastanza veloce".

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Le parole di Sebastian Vettel sono sempre positive e riescono a caricare il team che lui ama così tanto:

 

"Portiamo un'altra vittoria e un'altra bandiera a Maranello, ma noi ne vogliamo molte di più. La macchina dà buone sensazioni, tutti sappiamo che quando la vettura non risponde bene è più complicato. Però sicuramente questa vittoria ci dà una bella motivazione per le prossime settimane".

 

Ed è in festa anche Raikkonen, che ha conquistato il terzo gradino del podio:

 

"E' stata una gara positiva, non abbiamo tratto il massimo di quello che potevamo però la fortuna l'ha avuta Seb e quindi abbiamo portato a casa la vittoria. È difficile superare qui, ho cercato semplicemente di tenere il ritmo per far qualcosa ai pit stop. Avevamo un po' di pressione dalla Red Bull verso la fine ma comunque mi tengo stretto il terzo posto. Siamo contenti della macchina. Non è stato il miglior risultato per me ma abbiamo ottenuto un buon risultato tutto il weekend quindi va bene così. Sono piuttosto soddisfatto, certo ci sono delle cose da migliorare. C'erano condizioni migliori rispetto a ieri mattina e questo ci ha permesso di andare più veloci. Questo circuito è speciale per molti versi, vediamo cosa riusciremo a fare nelle prossime gare. Se le sensazioni rimangono queste avremo gli strumenti per lottare per risultati importanti".

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Immediato anche il commento del presidente della Ferrari Sergio Marchionne, che fa subito sentire il suo affetto per il team:

 

"Non poteva esserci un inizio migliore per la Ferrari in questo Mondiale. Sentire l'inno di Mameli risuonare a Melbourne è stata un'emozione per tutti noi e per ogni tifoso della scuderia. È il riconoscimento più bello per la squadra, che ha messo a punto una monoposto competitiva e che ha saputo sfruttare le occasioni che si sono presentate con una strategia perfetta. Complimenti a Sebastian e Kimi autori entrambi di una grande gara. Naturalmente il cammino è ancora lungo: mancano altri venti Gran Premi e sarebbe sbagliato fare proclami. Sappiamo che dobbiamo lavorare molto, ma il primo passo è andato nella direzione giusta".

 

 

Una vittoria di squadra e da Ferrari, dice invece il team principal Maurizio Arrivabene, che aggiunge poi un commento pungente alle schermaglie post qualifica di sabato tra Vettel e Hamilton (col britannico che aveva detto di voler cancellare il sorriso al tedesco, che a sua volta aveva replicato con un eloquente: "Tutto ciò che si dice, torna indietro"), dicendo:

 

"C'è chi parla e chi fa i fatti. La gara è la domenica, i punti si fanno la domenica e noi abbiamo fatto i punti".

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Sul podio con il vincitore sale l’architetto del successo Ferrari, Iñaki Rueda. Trentasette anni, ingegnere spagnolo di Madrid, è lui l'uomo invisibile che costruisce le strategie di gara. Nell'ultimo briefing, Rueda ha messo sul tavolo tutte le possibili tattiche adottabili in gara. Su cosa si basano? Su parametri fissi come quantità di carburante, degrado e performance degli pneumatici, abilità del pilota, possibilità di sorpasso, probabilità di incidenti e meteo. Le chance giocano un ruolo fondamentale nella riuscita di una strategia: ma più che fortuna, la Formula 1 le disegna attraverso software di modelli predittivi sofisticati che analizzano la probabilità che alcuni eventi accadano e costruiscano risultati che diventano piani di azione. I team di Formula 1 possiedono quantità enormi di informazioni che ricavano dalle monoposto, simili a centraline parlanti con i loro 1.25 chilometri di cablaggio e con fino a 150 sensori a bordo che leggono dati 1.000 volte al secondo per inviarli poi wireless al garage. Sono quindi quasi 1.5 miliardi di dati raccolti a ogni gara che vengono poi analizzati in supercomputer capaci di fare 40 trilioni di calcoli al secondo. Big Data. Un po' come succede nelle analisi finanziarie. O nell'arte magica. Per questo, forse, la strategia viene chiamata fortuna.

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La gioia nel box Ferrari è palpabile, mentre ad Hamilton è riservato un secondo posto che lascia molta insoddisfazione: 

 

"È stato un weekend davvero incredibile, devo fare i complimenti a Sebastian e alla Ferrari che hanno fatto un lavoro migliore. Noi dobbiamo tornare al tavolo e studiare meglio le strategie".

 

Ammette il pilota britannico, quando viene a sapere che una falla nel software della squadra anglo-tedesca forniva numeri sbagliati sul vantaggio fino ad allora accumulato sulle due Ferrari. Parlando sul podio, aggiunge:

 

"Speravo di mettere maggior pressione alla fine. Questo circuito è bellissimo ma è molto difficile sorpassare. Le difficoltà nel finale? Alla fine ho cercato di salvare la macchina per tornare a combattere un altro giorno e preservare il motore. È sicuramente doloroso come sempre quando non si vince. Si è parlato molto di questo nostro party mode e delle Ferrari che non sono abbastanza veloci, invece hanno dimostrato il contrario. Avrei voluto lottare un po' di più verso la fine, ma comunque eravamo a un decimo di differenza nel passo gara. Congratulazioni a loro".

 

A riguardo della strategia adottata, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, spiega:

 

"Pensavamo di avere il margine per poter stare davanti e invece non è stato così. Problemi Hamilton? No, ha attaccato per trenta giri e con le gomme questo non si può fare. Problemi di consumi? No".

 

Il secondo posto in Australia, nonostante il sapore amaro, lascia comunque intatta la positività di Lewis Hamilton, che pensa già al secondo appuntamento che si disputerà in Bahrain, l’8 Aprile 2018:

 

"C'è un sacco di ottimismo nella squadra. Il secondo posto è comunque un risultato positivo, abbiamo una grande macchina, siamo i campioni del mondo e, con un paio di aggiustamenti, possiamo vincere la prossima gara”. Ha forse iniziato a mostrare un po’ di preoccupazione per la competitività della Ferrari, che lui stesso aveva un pochino sottovalutato alla vigilia del Mondiale, perché ha aggiunto: “Le Ferrari fanno sempre bene sui circuiti con il caldo. Anche se è una gara notturna, è molto difficile per le gomme".

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Per il secondo anno consecutivo dunque la Ferrari vince la prima gara della stagione a Melbourne. Ma tra la vittoria ottenuta ora a Melbourne e quella del 2017 c'è una differenza fondamentale. Una differenza che non ha nulla a che vedere con il passo delle macchine, con le prestazioni dei motori, con le scelte dei muretti e nemmeno con l'innegabile colpo di fortuna del numero 5. Infatti la differenza tra questa gara e quella del 2017 è da attribuirsi al ruolo strategico e psicologico giocato dai secondi piloti dei tue top team. E, in particolare, da Kimi Raikkonen.

 

Mentre un anno fa il finlandese era arrivato a ventidue secondi dal compagno di squadra, abbondantemente staccato anche dai due piloti della Mercedes, questa volta è stato vicino al duo di testa sin dal primo giro di pista, con la classe e la cattiveria agonistica che gli competono. A ben guardare i fatti è stato proprio lui a dare il via a quella serie di eventi che hanno permesso poi la fortunata e brillante strategia Ferrari: Kimi ha cercato di sorpassare Hamilton sin dalla partenza, e facendo così ha costretto il Campione del Mondo in carica a scegliere quale delle due Ferrari marcare. E a sbagliare scelta. Esattamente l'opposto può dirsi di quanto accaduto alla Mercedes con Valtteri Bottas, partito quindicesimo ed arrivato solo ottavo. La sua scomparsa dai radar ha aiutato la Ferrari ed è costata la gara ad Hamilton. Lo stesso Toto Wolff sottolinea questa cosa:

 

"La gara è cominciata abbastanza bene, ma con una sola macchina è difficile fare una buona strategia. Bottas? Quando si parte quindicesimo non si può fare molto a Melbourne".

 

L'impressione, dopo i primi 58 giri del 2018, è che quindi la differenza tra la vittoria e l'ennesima sconfitta alla fine non si farà solo sui temi dell'affidabilità e degli sviluppi ma sui secondi piloti. Vincerà chi riuscirà a tenere più alta la concentrazione di tutta la squadra. 

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Non è certamente altrettanto felice Max Verstappen, che non sceglie una linea sottile nel commentare il primo Gran Premio stagionale in Australia, in cui è partito quarto ed è arrivato sesto:

 

"Noioso e completamente inutile per il pubblico. Io avrei spento la televisione".

 

Successivamente, il pilota olandese commenta la strategia vincente della Ferrari:

 

"Le monoposto Haas erano un secondo più lente delle due Ferrari, sono stati semplicemente fortunati a trovarsi davanti a noi. Qui non si può superare, basta guardare ad Hamilton e Vettel. Stessa storia con Alonso. Erano molto più lenti, ma non era possibile superarli. Dopo 4-5 giri si è rotto qualcosa nell'auto, a centro curva continuavo a scivolare ed era difficile spingere. Appena mi sono avvicinato alle Haas alla curva 1 ho avuto un problema di sovrasterzo e ho perso la macchina danneggiandola ulteriormente".

 

Per poi concludere parlando della prestazione Red Bull in generale:

 

"Il quarto posto di Ricciardo fa ben sperare? È arrivato a sette secondi dal vincitore ma qui non si può superare, il passo della macchina sarebbe stato sufficiente per la vittoria credo".

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Ottimo avvio di stagione per le McLaren di Alonso e Vandoorne, arrivati rispettivamente quinto e nono. Il pilota spagnolo si mostra soddisfatto:

 

"È stata una bella gara. È stato un sollievo vedere ieri che eravamo competitivi, così come oggi vedere che in gara possiamo competere ruota a ruota con le altre macchine. Entrambe le macchine sono andate a punti nella prima gara, e aspettiamo tanti update. L’integrazione tra motore e telaio dovrà essere migliore nelle prossime gare, ma adesso dobbiamo guardare ai team top three, che sono il nostro obiettivo a lungo termine. Dobbiamo migliorare tanto ma questo è un buon punto di partenza".

 

Weekend opaco invece per le due Force India: Perez e Ocon concludono la gara rispettivamente in undicesima e dodicesima posizione, incapaci di lottare per una posizione in top ten. Non male invece le due Renault con Hulkenberg settimo e Sainz Jr., che ha anche avuto problemi fisici durante la gara, decimo.

 

Un inizio stagione da incubo per la Haas, la monoposto realizzata da Dallara e motorizzata dalla Ferrari), che ha anche ottenuto due multe da 5.000 dollari per rilascio insicuro delle auto a seguito del pit stop.  Le scene viste non appena i meccanici si sono accorti di non aver stretto bene i bulloni ad entrambe le monoposto sono eloquenti: mani sui caschi, occhi sgranati, meccanici disperati. Uno di loro esce sbattendo la porta, un altro rimane seduto con il casco nel paddock senza che neanche Grosjean riesca a consolarlo. Dice quasi piangendo Kevin Magnussen:

 

"È stato un boccone molto amaro da inghiottire per l'intera squadra, con entrambe le vetture potevamo finire nelle posizioni di rincalzo del podio. È straziante finire una gara così".

 

Ed aggiunge Romain Grosjean:

 

"In questo momento tutti sono abbattuti".

 

Il team principal Guenther Steiner si esprime sull’accaduto dicendo:

 

"È stata la fine deludente di un weekend promettente. Quasi incredibile lo stesso problema su entrambe le vetture: non abbiamo montato correttamente le ruote. Succede, anche se non dovrebbe. Ma abbiamo un'auto competitiva. E solo bisogno di rialzare la testa".

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Quando il weekend australiano si è già chiuso da tre giorni, Mercoledì 28 Marzo 2018 nel Circus scoppia la polemica: la Haas è una replica della Ferrari, esclamano Force India e McLaren, che avanzano sospetti sul rapporto tra il team statunitense e quello italiano e chiedono alla FIA di fare chiarezza. La polemica viene sollevata dopo l’ottima prestazione delle due monoposto della Haas a Melbourne, in cui hanno brillato sia in qualifica che in gara (ovviamente fino al momento del doppio ritiro).

 

Sia McLaren che Force India vedono qualcosa di potenzialmente illegale nel rapporto tra i due team:

 

"Non so come abbiano fatto, è qualcosa di magico e di mai visto prima in Formula 1. Non so come qualcuno che è nel Circus solo da un paio d’anni possa realizzare una macchina del genere. Succede per magia? Se è così, voglio la loro bacchetta magica".

 

Dichiara senza mezzi termini Otmar Szafnauer, chief operating officer della Force India. E se Fernando Alonso definisce la nuova Haas una replica della Ferrari, il direttore esecutivo del team di Woking, Zak Brown, si spinge anche oltre e sostiene che il rapporto tra i due team è qualcosa che deve essere esaminato attentamente. E pur riconoscendo di non avere alcuna prova che possa far pensare a una violazione del regolamento da parte della Haas, Brown aggiunge:

 

"Sappiamo tutti che hanno un’alleanza molto stretta con la Ferrari e penso che dobbiamo solo assicurarci che non sia troppo stretta. È compito degli ingegneri e della FIA andare a dare un’occhiata più da vicino".

 

I sospetti dei due team vengono prontamente rispediti al mittente da Gunther Steiner, team principal della Haas:

 

"Abbiamo una squadra che può essere orgogliosa di ciò che sta riuscendo a fare in questo momento. Non stiamo facendo nulla che non dovremmo o non potremmo fare".

 

Un inizio di stagione decisamente segnato da polemiche tra i team, e una lotta già accesa tra i due più papabili contendenti al titolo. Prossimo appuntamento sotto le luci del circuito internazionale del Bahrain, a Sakhir, per il proseguimento di un campionato partito già all’insegna dell’altissima competitività.

 

Alessia Colombo

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