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#978 2018 Bahrain Grand Prix

2021-08-28 01:00

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#978 2018 Bahrain Grand Prix

Il Gran Premio d’Australia si chiude con la richiesta della Force India e della McLaren, nei confronti della FIA, dell’apertura di un'indagine sui rapporti che

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Il Gran Premio d’Australia si chiude con la richiesta della Force India e della McLaren, nei confronti della FIA, dell’apertura di un'indagine sui rapporti che intercorrono tra la Scuderia Ferrari e l'Haas F1 Team, immaginando che ci possa essere un travaso di tecnologia non consentito tra le due scuderie. La Haas è riuscita a piazzare entrambe le sue monoposto in terza fila nelle qualifiche del Gran Premio d’Australia, e nel primo stint della corsa ha occupato la quarta e la quinta posizione davanti alle Red Bull, prima che gli errori di fissaggio al pit stop obbligassero Kevin Magnussen e Romain Grosjean al ritiro.

 

Queste buonissime performance hanno sollevato molte domande sul rapporto di collaborazione tra Haas e Ferrari, che fornisce alla squadra le parti che non è obbligata a costruirsi da sola, ma consente anche alla Dallara, che realizza il telaio della Haas, di utilizzare la sua galleria del vento. Otmar Szafnauer, Chief Operating Officer della Force India, afferma che solleverà la questione in occasione del prossimo incontro dello Strategy Group, allo scopo di garantire il rispetto delle restrizioni sul trasferimento delle informazioni e del personale utilizzato.

 

"Non so come hanno fatto, è magico. Non è mai stato fatto prima in Formula 1. Semplicemente non so come possa essere che qualcuno che è in Formula 1 solo da un paio d'anni possa realizzare una macchina del genere... Succede per magia? Se lo fanno, voglio la loro bacchetta magica".

 

Dal canto suo, Romain Grosjean spiega che l'utilizzo delle sospensioni anteriori della Ferrari, cosa consentita dal regolamento, detterebbe naturalmente dei punti di contatto nello sviluppo aerodinamica a causa del modo in cui l'aria poi va a scorrere sul resto della vettura. Zak Brown, successivamente, ammette di non avere prove per dire che la Haas non sta operando all'interno delle regole, ma aggiunge:

 

"Sappiamo tutti che hanno un'alleanza molto stretta con la Ferrari e penso che dobbiamo solo assicurarci che non sia troppo stretta. Potrebbe esserci un po' della loro influenza, perché alcune parti sembrano molto simili alla Ferrari dell'anno scorso. Ma è compito degli ingegneri e della FIA andare a verificare la cosa più da vicino".

 

Brown e Szafnauer dichiarano entrambi che avrebbero supportato un chiarimento sul rapporto tra Ferrari ed Haas. Entrando più nel dettaglio, Szafnauer sottolinea che vorrebbe che la FIA spiegasse il processo che garantisce che linee guida vengano rispettate.

 

"Tutte le superfici aerodinamiche dovrebbero essere tue. Se non lo sono non lo si può dire a meno che non si inizi ad indagare. Le verifiche tecniche dicono solamente se una vettura è conforme ai regolamenti o meno. Ma se l'idea è tua o di un'altra squadra? È questa la vera domanda. E non conosciamo la risposta al momento. Forse le idee sono loro e sono solo sospetti, ma come puoi acquisire certe conoscenze senza la storia, e senza gli strumenti e le persone giuste?"

 

Sull'argomento interviene anche Gunther Steiner, team principal della Haas, che confessa:

 

"Abbiamo una squadra che può essere orgogliosa di ciò che sta riuscendo a fare in questo momento. Non stiamo facendo nulla che non dovremmo o non possiamo fare".

 

In attesa che questa richiesta possa essere accolta o respinta, viene annullato per motivi logistici il test che la Force India avrebbe dovuto svolgere a Shanghai subito dopo il Gran Premio della Cina, per provare le gomme 2019. Alla squadra britannica viene quindi assegnato un giorno extra di prove in occasione del test post-gara che si disputerà a Barcellona, a Maggio, dove disporrà di due vetture: una per le gomme 2019 ed una per quelle da sviluppare in ottica 2018.

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Conclusasi la prima gara stagionale nel segno del binomio Ferrari - Vettel, è tempo di pensare alla seconda prova dell’anno: il Gran Premio del Bahrain. Il circuito di Sakhir è stato costruito alla periferia di Manama, capitale del Bahrain, dal noto architetto Tilke e ospita la Formula 1 a partire dal 2004. Trovandosi al centro del deserto, qui si soffre dell’entrata di sabbia in pista a causa del vento. Quindi, per evitare che i granelli compromettano lo svolgimento delle gare, le zone più esposte a questo problema vengono trattate con uno speciale spray adesivo. Questa gara inoltre verrà corsa in notturna, dunque i piloti affronteranno i 5412 metri e le quindici curve del circuito al calar del sole. Sono due le zone in cui i piloti possono attivare il DRS: sul rettilineo dei box e su quello tra le curve 10 e 11. Per quanto riguarda le gomme, Pirelli questo weekend ha deciso di portare le gomme Medium, Soft e Supersoft. Tre set di pneumatici che i piloti dovranno cercare di sfruttare al meglio per adattarsi alle condizioni dell’asfalto visto che l’aderenza, a causa dello svolgimento in notturna e del conseguente abbassamento delle temperature, diminuisce progressivamente durante la gara.

 

Questo 2018 ha già portato diverse novità tecniche e regolamentari nel mondo della Formula 1, ma anche il mercato piloti ci ha riservato qualche cambiamento e il più interessante è sicuramente quello legato all’arrivo di Charles Leclerc in Alfa Romeo Sauber. Nel vivaio della Ferrari Driver Academy da fine 2015, campione di GP3 nel 2016 e di F2 nel 2017, è suo il sedile dell'Alfa Romeo Sauber, tornata nel mondiale quest'anno. Il pilota monegasco è nato sopra la curva numero uno del circuito di Monte-Carlo, la Sainte Devote, patrona della città del Principato:

 

"Da casa vedevo le corse e soprattutto le sentivo, mi emozionava il rumore dei motori".

 

In un’intervista rilasciata dopo il Gran Premio d’Australia, Charles rivela diversi aspetti della sua vita, privata e sportiva. Soddisfatto dell'esordio?

 

"Contento, ma ho tanto da imparare, soprattutto sul ritmo da prendere. Anche il circuito era nuovo per me, cittadino, molto difficile. Credo che qui in Bahrain sarà più semplice, conosco già la pista e alle spalle ho un Gran Premio".

 

Dice Leclerc, che nella gara di debutto nel maestoso mondo della Formula 1 è arrivato tredicesimo. Piloti si nasce o diventa?

 

"Secondo me uno o è fatto per questo sport o non lo è. Dal punto di vista mentale si può fare tanto, prenda me: mi vedete calmo, invece ero una persona diversa, molto emotivo, rovinavo le prestazioni. Ora non più. Lavoro tanto sull'aspetto mentale, già a dodici anni ero a Formula Medicine a Viareggio col dottor Ceccarelli, proprio per curare questo aspetto: ho sentito subito la differenza in pista. Da allora mi esercito su concentrazione e gestione della pressione, continuando il percorso a Maranello".

 

Come ha iniziato?

 

"Avevo quattro anni e mezzo, dissi a mio padre che ero malato ma non era vero, non volevo andare all'asilo. Per coincidenza quel giorno doveva andare sulla pista di Brignoles del suo migliore amico Philippe Bianchi, il padre di Jules. Mi portò con sé. Provai un kart. Già sulla strada di ritorno gli dissi: da grande voglio fare questo. Siamo andati più spesso al circuito, comprato un kart e fatto gare".

 

Non è stato difficile convincere suo padre.

 

"Per niente. Gli fece molto piacere. Anche i miei fratelli andavano sul kart, a un certo punto i miei hanno dovuto fare una scelta perché è uno sport che costa. Mia mamma fa la parrucchiera e mio papà mi ha potuto seguire con qualche sponsor fino al 2010, poi mi sarei fermato se non fosse stato per l'amicizia con i Bianchi. Jules parlò di me a Nicolas Todt, figlio di Jean, che mi prese nel suo management. Puntarono su di me perché all'epoca andavo meglio. Mio fratello Lorenzo ha ventinove anni adesso, e si occupa di finanza. Arthur, diciassette, ha iniziato la F4 e ha appena vinto la sua prima gara".

 

Papà Hervé, ex pilota in GP3, è mancato tristemente nel mese di Giugno del 2017. Come abbiamo visto il padre è stata una figura fondamentale nella crescita umana e sportiva di Leclerc, e il fatto che il pilota monegasco sia partito per Baku il giorno dopo la sua scomparsa colpisce ancora tutti gli appassionati di questo sport.

 

"Fu molto difficile, lui era mio fan, mi accompagnava in tutte le gare. Però ho pensato che l'unica cosa che desiderava da lassù era vedermi in pista. Ho gareggiato per onorarlo".

 

Ammette Charles, che in quel tragico weekend è riuscito davvero ad onorare la memoria del padre nel miglior modo possibile: pole position, vittoria in gara 1 e secondo posto in gara 2. E riguardo al rapporto con Jules Bianchi?

 

"Da piccoli eravamo sempre a casa sua, siamo cresciuti insieme. Quando ero in difficoltà lo chiamavo e lui arrivava durante i GP per darmi una mano. Il giorno dell'incidente ero a Jerez, mio padre provò a nascondermi la notizia, sapevo che aveva sbattuto, non quanto forte né quanto fosse grave. Le polemiche? Rimane che lui non c'è più. La morte di Jules è stato uno shock e una grande perdita".

 

Leclerc non ha paura?

 

"Non ho mai pensato al rischio. Durissima superare la perdita di Jules, però non ho mai messo in dubbio la mia carriera o la voglia di continuare. Il rischio c'è, però è anche il motivo per cui mi piace questo sport. È una sfida guidare queste macchine, dà adrenalina".

 

L'Alfa Romeo torna in Formula 1. Ha studiato la sua gloriosa storia?

 

"Ho avuto la fortuna di andare in azienda e capire il suo passato, è un grandissimo onore far parte di questa famiglia, non vedo l'ora di migliorarci come team".

 

Si fa molto il suo nome per la Ferrari nei prossimi anni.

 

"Quando ero in F2 il mio sogno era arrivare in Formula 1, non lo credevo possibile. Ora è lo stesso, sogno sin da bimbo di arrivare in Ferrari, un giorno. Ma non mi sembra realtà. Credo di essere ancora molto lontano, quindi non ci penso. Mi concentro sul 2018, a fine anno vedremo le opportunità".

 

Charles ha dei modelli di riferimento?

 

"Mio padre mi ha trasmesso la sua passione per Ayrton Senna, ho guardato tanti film su di lui. Mi ha ispirato la sua ansia di migliorarsi anziché accontentarsi del talento. Un carattere che ritrovo in campioni come Vettel e Schumacher, esempi che ho sempre in testa".

 

Si parla molto del futuro della Formula 1, lei come lo vorrebbe?

 

"Non sono un politico, da pilota so che mi piacerebbe avere una macchina che faccia molto più rumore di adesso perché è il rumore di un tempo che dava emozioni. E poi anche più sorpassi".

 

E poi, la domanda fatidica: chi vince quest'anno?

 

"È difficile, ma spero la Ferrari".

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La conferenza stampa di giovedì 5 Aprile 2018 vede protagonisti i due piloti finlandesi Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas, e lo spagnolo Fernando Alonso. Kimi Raikkonen torna a parlare del suo terzo posto ottenuto in Australia:

 

"Siamo soddisfatti di come sono andate le cose in Australia, ma c'è sempre qualcosa da migliorare e su cui lavorare".

 

E si concentra poi sull’imminente appuntamento in Bahrain, mostrandosi fiducioso:

 

"È un circuito totalmente diverso da quelli in cui abbiamo girato finora, Barcellona e Melbourne. Eppure in passato mi sono sempre trovato bene".

 

L’ottima prestazione della Ferrari a Melbourne ha confermato che la vettura di Maranello è più competitiva in gara rispetto alle prove:

 

"Non mi importa essere dietro sette decimi se poi vinci in gara, la cosa più importante è vedere i tempi della domenica".

 

Al pilota della Ferrari viene anche chiesto qual è il suo pensiero sulle novità che Liberty Media sta per annunciare sul futuro della Formula 1, ma anche in questo caso Raikkonen non si fa problemi a tagliare corto il discorso, dichiarando:

 

"Non ho il potere di cambiare la Formula 1 e non capisco perché me lo chiedete, le regole non le facciamo noi, qual è l'utilità di dirlo e di crearci dietro delle storie".

 

Dopotutto si sa, i finlandesi non amano chiacchierare. Accanto a Raikkonen, infatti, c’è il pilota della Mercedes Valtteri Bottas, anche lui di poche parole:

 

"Ferrari e Red Bull saranno vicine a noi, vedremo cosa accadrà nel weekend".

 

Per il finlandese c’è da riscattare la pessima qualifica in Australia e il conseguente ottavo posto in gara, ma non sembra esserne troppo preoccupato:

 

"Già il giorno della gara non era più nella mia mente. Anche perché ci sono ancora venti gare da fare e adesso siamo in Bahrain e abbiamo la macchina competitiva. Dobbiamo lavorare tanto per migliorarla".

 

Fernando Alonso è invece piuttosto polemico ed indossa i panni dello spettatore, auspicando gare che possano intrattenere di più:

 

"Mi piacerebbe vedere una battaglia più ravvicinata. Ho rivisto in televisione una gara degli anni ’90 e, a parte le prime quattro macchine, tutte le altre erano state doppiate. Se guardiamo ora altre serie, c'è imprevedibilità. Qui, invece, potremmo scrivere l'ordine della pole già da ora".

 

Il pilota McLaren non s’illude però di poter lottare per i primi posti:

 

"Il divario è ancora piuttosto ampio rispetto ai migliori. Ma sta a noi, sta al team fare le cose giuste. Se porteremo le prestazioni in pista e se ridurremo il gap, allora sarà diverso. I prossimi due mesi saranno cruciali. Speriamo di poter migliorare la macchina e se non saremo competitivi per il Mondiale, speriamo di toglierci almeno qualche soddisfazione".

 

Per quanto riguarda la questione di Liberty Media dice:

 

"Liberty è stata molto aperta nei nostri confronti. C'è stato sempre un confronto e noi accetteremo le loro decisioni. Il potere è nelle loro mani, speriamo possano portare novità per migliorare lo spettacolo".

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Nel corso della giornata di venerdì 6 Aprile 2018, Liberty Media, società che gestisce il marchio Formula 1, presenta la sue linee per lo sviluppo futuro della Formula 1 stessa. La principale novità è la ricerca di una power unit più economica, semplice, potente e rumorosa. La società statunitense propone anche l'introduzione di un budget cap, che limiti la spesa dei team, anche se questo ultimo punto non è apprezzato dai team più importanti. Con un comunicato stampa, Liberty Media illustra la sua proposta contenente le linee guida che definiranno la Formula 1 a partire dal 2021. I rappresentanti delle squadre partecipano ad un meeting con il rappresentante della Liberty, Chase Carey, che illustra il suo progetto alla presenza anche dei rappresentanti della FIA.

 

"La Formula 1 è uno sport con una grande tradizione, e vogliamo preservare, proteggere e valorizzare questa storia, ma anche far crescere il potenziale della Formula 1, mettendo i nostri fan al centro di uno sport che vogliamo diventi più competitivo ed accattivante possibile. Siamo guidati da un unico desiderio: creare il marchio sportivo leader a livello mondiale".

 

Ecco i punti della proposta:

 

  • La Power Unit dovrà essere più economica, semplice, rumorosa e potente, riducendo allo stesso tempo la possibilità di incappare nelle penalità che i piloti scontano sulla griglia di partenza.
  • Dovrà restare collegata all’operato dell’industria automobilistica, confermando la scelta ibrida e consentendo ai costruttori di poter realizzare una loro PU una loro unità originale.
  • Le nuove regole relative alla PU devono essere in grado di allettare nuovi costruttori interessati all’ingresso in Formula 1, garantendo ai team clienti l’accesso alle stesse prestazioni delle squadre ufficiali.
  • L’obiettivo da raggiungere è rendere il modo in cui viene speso il budget più decisivo rispetto alla quantità di budget di cui si dispone.
  • Ci saranno alcuni elementi standardizzati, ma la differenziazione delle auto deve rimanere un valore fondamentale.
  • Implementazione di un budget cup, che preservi però la posizione della Formula 1 come il vertice del Motorsport sul fronte tecnologico.
  • I nuovi criteri di distribuzione dei ricavi dovranno essere più equilibrati, basati sulla meritocrazia e legati ai risultati.
  • Dovrà essere riconosciuto il valore storico delle squadre con maggiore anzianità di permanenza in Formula 1.
  • I supporti economici saranno garantiti sia ai team che ai fornitori di motori.
  • Regolamenti sportivi e tecnici
  • Le monoposto dovranno essere il più possibile mirate alla competizione, aumentando le possibilità di sorpasso.
  • La tecnologia dovrà rimanere una pietra miliare, ma l'abilità del pilota dovrà essere il fattore predominante nella performance complessiva della monoposto.
  • Le monoposto dovranno comunque differenziarsi, mantenendo una loro identità sul fronte aerodinamico così come nelle prestazioni della power unit. Riteniamo che le aree non rilevanti per i fan debbano essere standardizzate.
  • Governance
  • Una struttura semplice e snella tra i team, insieme alla FIA e alla Formula 1 (Liberty Media).

 

C’è chi lo battezza il Liberty-act, il documento diffuso in mattinata dal promotore statunitense, che sintetizza in tredici punti le proposte di Chase Carey ed i suoi collaboratori per definire la Formula 1 del 2021. Un primo passo atteso da tempo, che segna l’inizio di confronti destinati a protrarsi per gran parte del 2018. Commenta Toto Wolff:


"Prima le intenzioni di Liberty non erano note, ora conosciamo la loro posizione e possiamo lavorare per provare ad arrivare insieme agli obiettivi, sottolineando cosa ci piace e cosa meno, cosa pensiamo che si possa fare e ciò che invece crediamo sia più difficile da perseguire".

 

Come ampiamente prevedibile, il consenso dei team non è unanime. Tuttavia, Zak Brawn ammette:

 

"Quando un progetto mette al centro i fan, allora vinciamo tutti: i team, gli sponsor, i media e gli spettatori che ci seguono davanti alle televisioni. Anche se ci sarà da fare qualche compromesso, credo che sia la strada giusta da seguire".

 

Sulla stessa linea si confermano anche Claire Williams e Gunther Steiner:


"Credo che le proposte siano positive".

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Fino a quando le proposte sono molto generiche (quelle illustrate nel comunicato stampa) non ci sono stati problemi, ma nell’incontro di oltre due ore tenutosi nel paddock di Al Sakhir, Carey è poi entrato nel dettaglio di alcuni punti, uno dei quali è quello del budget cap. L’idea che Liberty propone è quella di fissare un limite di budget (150 milioni di dollari) che dovrebbe essere raggiunto nell’arco di due stagioni. E qui iniziano le divergenze, perché il budget è ritenuto impossibile dai top team Ferrari, Mercedes e Red Bull. Ed infatti nella serata di Al Sakhir giunge molto chiara l’opinione di Toto Wolff.

 

"È una cifra troppo bassa per le grandi squadre; è un budget che metterebbe a rischio la nostra struttura ed i nostri dipendenti. Bisogna tenere presente che siamo in questo sport da parecchio tempo, e come noi ovviamente anche Ferrari e Red Bull. Parliamo di grandi strutture, che hanno fatto ingenti investimenti nelle infrastrutture e nel numero di dipendenti. Siamo aperti e disponibili a valutare modelli di business sostenibili che puntino a ridurre i costi, ma senza mettere in grandi difficoltà le aziende. Da parte nostra posso confermare che fino a quando avremo la certezza che le idee proposte sono mirate alla crescita della Formula 1 e del pubblico che segue il nostro sport, saremo della partita, ma vogliamo che le tradizioni della Formula 1 vengano preservate, è uno sport che ha sempre fatto della tecnologia d’avanguardia un suo punto fermo, e vogliamo che continui così. Per noi è cruciale sapere che in questo paddock ci saranno sempre le migliori monoposto ed i migliori piloti da corsa al mondo. E se sarà possibile mantenere questi aspetti insieme ad un solido modello di business, siamo ben contenti di essere qui".

 

Per quanto la cifra non includa il salario dei piloti e le spese di marketing, il budget cap è ritenuto troppo restrittivo per come è formulato.


"Forse potremo negoziare e trovare un compromesso, ma dipenderà da ciò che potremo escludere da questa cifra. Così come è stata proposta per noi è di difficile attuazione".

 

Il passo successivo di Liberty sarà un incontro con ciascuno dei team, per valutare reazioni ed eventuali controproposte, ma la prossima tappa sarà la riunione della Formula 1 Commission in programma la settimana successiva il Gran Premio di Cina. Incontro nel quale dovrebbe essere presente anche il Presidente della Ferrari Sergio Marchionne. In quella sede Liberty Media sarà probabilmente chiamata a spiegare come potrebbe monitorare le spese dei team, un punto interrogativo ed allo stesso tempo un aspetto cruciale, perché nessuna squadra (soprattutto quelle di vertice) vede di buon occhio l’idea che i propri piani finanziari vengano a conoscenza di personale esterno, essendo informazioni estremamente sensibili.

 

Come previsto, l’idea di semplificare le attuali power unit annunciato da Liberty Media prevede l’eliminazione dell’unità MGU-H, con un potenziamento della MGU-K. L’unità termica rimarrebbe invariata nella sua architettura (V6 1.6 litri) ma con un regime di rotazione superiore, che consentirebbe di migliorare il sound. Un punto cruciale riguarda la standardizzazione di alcune componenti, argomento caro a Liberty Media perché dovrebbe consentire di semplificare il lavoro di eventuali costruttori interessati ad entrare in Formula 1.

 

Senza l’MGU-H e con il pacco batterie standard, i costi di ricerca e sviluppo dovrebbero calare parecchio, se poi dovesse essere aggiunto alle parti uniformate anche il turbo, gli investimenti richiesti ad un eventuale nuovo costruttore sarebbero meno della metà di quelli attuali. Questo in teoria, perché se da una parte si può ipotizzare che una nuova Casa ufficiale possa trovare l’offerta allettante, dall’altra i motoristi già presenti oggi in Formula 1 sarebbero chiamati ad una revisione molto importante delle power unit attuali, con un costo che Niki Lauda quantifica in 100.000.000 di euro.

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La FIA annuncia per sabato una riunione coi responsabili dei team, al fine di trovare delle soluzioni per incrementare i sorpassi, grazie a modifiche all'aerodinamica delle monoposto, da introdurre per il 2019. Entro il 30 Aprile 2018, infatti, dovrà essere confermato il regolamento tecnico per la stagione seguente. Inoltre, la Federazione concede il permesso alla Pirelli di portare nei circuiti da poco riasfaltati, come Barcellona, Paul Ricard e Silverstone, una tipologia leggermente modificata di pneumatici, col battistada più sottile di 0.4 millimetri. Ciò in quanto il nuovo asfalto ha maggior grip e meno usura. A tal riguardo, la Pirelli è convinta che questo non inciderà sulle prestazioni. Ci sarà, dunque, anche una riduzione del peso di circa un chilo per ogni set di gomme, che le squadre chiaramente dovranno prendere in considerazione per rispettare il peso minimo.

 

"Abbiamo chiesto alla FIA di poter utilizzare gomme con un battistrada con uno spessore leggermente diverso per tre gare. Si tratta di Barcellona, Silverstone ed il Paul Ricard".

 

Dichiara Mario Isola, responsabile della Pirelli in Formula 1.

 

"Il motivo di questa richiesta è che in generale il nuovo asfalto ha tanto grip, usura ridotta e basso degrado. Con molto grip, i tempi sul giro migliorano molto. Abbiamo visto che a Barcellona, nei test pre-campionato, sono stati più veloci di tre secondi rispetto allo scorso anno. Ma il punto è che teniamo molta gomma sul pneumatico, perché con una bassa usura il battistrada rimane lì e questo significa che genera delle temperature alte. Quindi, per cercare di ridurre un po' la temperatura, abbiamo chiesto una piccola riduzione dello spessore del battistrada. Abbiamo testato questa soluzione già lo scorso anno e, in termini di prestazioni o di altre conseguenze, non cambia quasi nulla".

 

Questo tipo di cambiamento solo per alcune gare è insolito, ma non senza precedenti. La Pirelli aveva utilizzato un battistrada più sottile a Spa-Francorchamps e a Monza, sia nel 2011 che nel 2012. Parlando invece dell’attuale Gran Premio, questo torna come seconda gara della stagione, così come nel 2016; già a settembre venne prospettata l'ipotesi, nel calendario per il 2018, di invertire le date tra il Gran Premio di Cina e quello del Bahrein, al fine di evitare la concomitanza del gran premio cinese con una festività religiosa. Il calendario, confermato definitivamente a dicembre 2017, ha poi previsto questa inversione. In occasione del gran premio inizia anche la stagione del Campionato di F2.

 

Due sono le zone in cui i piloti possono attivare il Drag Reduction System: sul rettilineo dei box, e su quello tra le curve 10 e 11. Le due zone hanno fissati due punti diversi per la determinazione del distacco fra piloti: per la prima zona il detection point è fissato prima della curva 14, mentre per la seconda è stabilito prima della curva 9. La zona sul rettilineo d'arrivo è allungata di 100 metri, rispetto all'anno passato. Era stata anche ipotizzata la creazione di una terza zona dove attivare tale meccanismo. La Scuderia Toro Rosso sostituisce il turbo e la MGU-H per entrambi i piloti; sulla vettura di Pierre Gasly viene sostituito anche il motore termico. La McLaren annuncia un pacchetto aerodinamico nuovo, mentre la Force India porta una nuova ala anteriore. Infine, l'ex pilota di Formula 1, lo statunitense Danny Sullivan, viene nominato commissario aggiunto per la gara. Lo statunitense ha svolto tale funzione anche in passato, l'ultima al Gran Premio della Malesia 2017.

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Venerdì 6 Aprile 2018, le prime prove a Sakhir premiano Daniel Ricciardo: l’australiano è il più veloce nella prima sessione di prove libere. Il pilota della Red Bull segna il miglior tempo in 1'31"060, precedendo la Mercedes del finlandese Valtteri Bottas, secondo in 1'31''364. Terzo e quarto tempo per le Ferrari, con Kimi Raikkonen (1'31''458) davanti a Sebastian Vettel (1'31''470). Solo quinto tempo per il Campione del Mondo in carica Lewis Hamilton (1'32''272), seguito da Romain Grosjean della Haas, Pierre Gasly della Toro Rosso, Carlos Sainz della Renault, Kevin Magnussen della Haas e Nico Hulkenberg della Renault. Sfortunato invece Verstappen, che è costretto a fermare la monoposto poco dopo l’uscita dai box per un problema elettrico, senza riuscire a segnare un tempo valido.

 

La seconda sessione di prove libere vede invece protagonista la Ferrari: Kimi Raikkonen chiude al primo posto, con il miglior tempo in 1'29"817 (ottenuto con gomme Supersoft, che però presentano un rapido degrado) chiudendo per appena 0.011 secondi davanti al compagno di squadra Sebastian Vettel. Unica nota stonata di questa giornata favorevole alla Scuderia Ferrari è il sopraggiungere di un problema alla gomma anteriore destra, che costringe Raikkonen a terminare le prove con circa dieci minuti di anticipo. Terzo, a circa 0.5 secondi di distanza, è Valtteri Bottas, che chiude la sessione davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton, più lento di oltre 0.6 secondi rispetto a Kimi Raikkonen. Il venerdì già non brillante dell’inglese, inoltre, si conclude in maniera ancora peggiore, perché il pilota della Mercedes verrà penalizzato di cinque posizioni nella griglia di partenza a causa della sostituzione del cambio.

 

Quinta e sesta le due Red Bull di Max Verstappen e Daniel Ricciardo, lontani quasi un secondo dalla Ferrari di Kimi Raikkonen, anche se è da menzionare l’ottima prestazione dell’olandese, che si è dimostrato il più veloce nelle simulazioni di passo gara. Per quanto riguarda gli altri team, è da segnalare la conferma nella top ten della Renault di Hulkenberg e della Toro Rosso di Gasly, oltre alla presenza di entrambi i piloti della McLaren.

 

"E’ stata una giornata piuttosto tranquilla e la monoposto andava bene. Abbiamo provato diversi assetti, come ogni venerdì, cercando di ottenere più informazioni possibili. In alcune zone della pista ci vuole un feeling migliore. I tempi non dicono un granché, è solo il primo giorno ed è impossibile sapere cosa faranno gli altri. Nella seconda sessione, dopo il pit-stop, ho avvertito una vibrazione nella monoposto e il team mi ha detto di fermarmi. Abbiamo scoperto che la gomma anteriore non era stata avvitata bene, quindi sono stato costretto a fermarmi. Dobbiamo ancora migliorare, cercheremo di fare ancora meglio".

 

Dichiara Kimi Raikkonen, al termine delle prove del venerdì. Il pilota della Ferrari è dunque soddisfatto della competitività del suo team, così come il suo compagno di squadra, Sebastian Vettel.

 

"E’ difficile dire a che punto siamo dopo un solo giorno, ma abbiamo fatto qualche progresso. Nei long run possiamo migliorare, quindi vedremo come andrà. Abbiamo fatto degli errori qua e là, ma abbiamo cercato di stabilire il passo da qualifica. Oggi era da spingere la monoposto al limite, o perlomeno provarci. Non ho conclusioni da trarre oggi, dobbiamo concentrarci su noi stessi e migliorare il feeling con la monoposto. Possiamo migliorare".

 

Nonostante l’inusuale distanza, Lewis Hamilton non dà l’idea di essere insoddisfatto:

 

"E’ stato un venerdì normale, abbiamo completato il nostro programma. Sembra che sia una lotta molto ravvicinata tra tutti i team e abbiamo un po’ di lavoro da fare, per vedere se riusciamo a essere davanti agli altri. Le gomme non sono mai andate meglio, molto stabili e con meno degrado. Il tracciato è fantastico di notte".

 

Sensazione che, invece,  contraddistingue Valtteri Bottas.

 

"Questo weekend è abbastanza difficile, perché il tracciato migliora da una sessione con l’altra, quindi il bilanciamento della monoposto cambia continuamente e dobbiamo adattarci per la sessione successiva. Il nostro obiettivo principale è far funzionare le mescole più morbide. La monoposto va bene, ma abbiamo bisogno di trovare un po’ di velocità in più, specie sul giro secco".

 

Daniel Ricciardo non vede la giornata odierna sotto un aspetto negativo:

 

"Non è stata una giornata negativa. Ovviamente, questa mattina è andata bene, ma la sessione serale, non è andata così bene, abbiamo fatto dei cambiamenti che non sono andati bene. Possiamo migliorare, sono fiducioso del fatto che avremo una monoposto migliore domani, e ancora migliore in gara".

 

A differenza di Max Verstappen, che invece ha avuto problemi maggiori:

 

"Abbiamo avuto un piccolo problema in mattinata. Queste cose succedono, quindi non mi preoccupano più di tanto. Non è stato l’ideale perdere così tanto tempo, ho passato un bel po’ di tempo nella seconda sessione di prove a cercare di trovare il bilanciamento giusto. Domani dobbiamo sistemare gli short run, per essere competitivi e in gara domenica. Migliorerò il feeling con la monoposto e mi metterò nella posizione migliore possibile".

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Le FP3, disputate sabato 7 Aprile 2018 confermano la competitività di Kimi Raikkonen, che si conferma il pilota più veloce in pista. Il finlandese è l'unico a riuscire ad arrivare ad un tempo record 1'29"868, precedendo le due Red Bull di Max Verstappen e Daniel Ricciardo mentre Lewis Hamilton segna il quarto tempo, seguito da Sebastian Vettel. La vettura del pilota tedesco è vittima di due gravi problemi tecnici: nel corso delle prove, dalla pancia destra della vettura si strappa il deviatore di flusso, costringendolo a perdere molto tempo ai box; successivamente, un problema elettrico lo obbliga addirittura a concludere la sessione in anticipo.

 

Continua la striscia positiva per Kimi Raikkonen anche nel corso delle qualifiche. In Q1 le Alfa Romeo-Sauber di Ericsson e Leclerc sono le prime monoposto a scendere in pista, seguite dalla Toro Rosso di Hartley. Il monegasco si mette in testa con due decimi sul più esperto compagno. Nei minuti successivi, i piloti della Haas si portano in testa con Magnussen e Grosjean. Poi, però, Kimi Raikkonen replica il tempo delle FP3, segnando un tempo di 1’29”951. Sebastian Vettel resta ancora dietro il compagno, di un solo decimo di secondo. Valtteri Bottas si porta in terza posizione, seguito da Lewis Hamilton, che viene successivamente superato da Max Verstappen. A cinque minuti dalla fine della sessione Max Verstappen è protagonista di un’uscita di pista in curva due, perdendo la monoposto in accelerazione così come successo ad Ericsson durante le prove libere.

 

Nel frattempo si viene a sapere che sulla Ferrari di Vettel è stata montata la seconda centralina elettronica dopo i problemi riscontrati in FP3. Trattandosi della seconda unità su due a disposizione per tutto l’anno, la Rossa con la monoposto del tedesco è già al limite prima di ricevere una penalità. Si riparte con cinque minuti ancora a disposizione: scendono in pista i piloti dalla settima posizione in poi, per effettuare un ultimo tentativo. Restano esclusi dalla Q1 Ericsson, Sirotkin, Leclerc, Stroll e Grosjean. Il francese della Haas è particolarmente sfortunato, perché realizza al millesimo lo stesso tempo di Fernando Alonso ma dopo lo spagnolo, che si prende quindi sul filo l’ultima posizione disponibile per passare in Q2. Da notare Gasly nono con la Toro Rosso. 

 

Dopo pochi minuti di attesa parte la Q2, con tutte le monoposto che scendono in pista con gomme Supersoft, esclusa la Mercedes di Lewis Hamilton, che esce con gomme Soft. Le Ferrari si piazzano subito in testa con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Il tedesco gira in 1’28”341, con il finlandese a 174 millesimi. Ciò che impressiona però è il tempo di Hamilton, che con gomma Soft si porta a solo 0.117 secondi da Vettel, in seconda posizione. Daniel Ricciardo, quarto, precede Valtteri Bottas, con entrambi a 0.6 secondi da Vettel. Benissimo Gasly, sesto con la Toro Rosso davanti a Hulkenberg, Magnussen, Sainz e le due Force India. A rischiare l’esclusione sono comunque tutti i piloti dalla sesta posizione in poi, che escono a tre minuti dal termine per effettuare un ultimo giro veloce. Restano esclusi Hartley (Toro Rosso), Perez (Force India), Alonso e Vandoorne (McLaren) e ovviamente Verstappen che non ha potuto prendere parte alle Q2 a causa dell’incidente in Q1. Vanno in Q3 Hulkenberg, Magnussen, Sainz, Gasly ed Ocon.

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In Q3 il primo tempo segnato è quello di Carlos Sainz, che ferma il cronometro sul 1’30”641, ma impressiona Pierre Gasly che sottrae 0.25 secondi al tempo dello spagnolo. I tempi buoni arrivano in fretta però: Sebastian Vettel va in testa con 1’28”196, pur uscendo largo all’ultima curva. Kimi Raikkonen però rispetta l’andamento del weekend e si porta in testa con 0.093 secondi di vantaggio sul tedesco. Le Mercedes sono subito dietro: Hamilton è terzo a 0.119 secondi, Bottas quarto a 0.215 secondi. Ricciardo, quinto a 0.3 secondi, precede Gasly e Sainz con Ocon, Hulkenberg e Magnussen che non hanno ancora girato.

 

A tre minuti e mezzo dal termine escono in coppia le due Renault per il loro giro finale, seguite dalle altre vetture. Bottas si ferma a 0.023 secondi da Raikkonen, Hamiton non migliora, Kimi Raikkonen nemmeno ed è Sebastian Vettel a piazzare il colpo: il tedesco segna un tempo di 1’27”958 e conquista la cinquantunesima pole in carriera. La Ferrari completa la prima fila con Raikkonen, e lascia Valtteri Bottas e Daniel Ricciardo in seconda. Lewis Hamilton, quarto, partirà nono per via della penalità dovuta alla sostituzione del cambio. Terza fila con Pierre Gasly che porta incredibilmente la Toro Rosso al quinto posto e Kevin Magnussen con la Haas. Quarta fila per Nico Hulkenberg con la Renault ed Esteban Ocon con la Force India. Quinta fila, come anticipato, con Lewis Hamilton e l’altra Renault di Carlos Sainz. Appena Sebastian Vettel taglia il traguardo, il suo ingegnere lo elogia definendo la sua prestazione come: il giro del leone. Il tedesco, da parte sua, risponde elogiando la squadra.

 

"Credo che sia una sorpresa per noi, dato che in Australia, sul giro secco, eravamo abbastanza indietro. Qui la pista è diversa, però è importante continuare a migliorare sull’assetto della macchina e soprattutto sulla comprensione della macchina stessa. Sono contento che la direzione presa sia quella giusta, però dobbiamo confermarci domani. La gara sarà lunga, ma questo è sicuramente un buon risultato. Costruire una macchina capace di occupare tutta la prima fila in qualifica è davvero positivo per noi. Abbiamo avuto dei problemi stamattina, ma siamo riusciti a superarli. La macchina sta rispondendo, quindi sono molto contento. Domani, però, sarà una storia diversa. Ci aspetta una gara lunga, con la durata delle gomme che rappresenta un pensiero un pò per tutti. Sono stato veloce e questo mi aiuta, ma vediamo cosa succederà quando si spegneranno le luci. Per ora sono molto felice, anche per la squadra".

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Se Sebastian Vettel può dirsi decisamente contento, lo stesso non è per Kimi Raikkonen che è stato più veloce del suo compagno di squadra durante tutto il weekend, ma si è fatto beffare proprio in qualifica:

 

"Ho perso la pole nell’ultimo tentativo, visto che non siamo riusciti a migliorare. È stata una situazione ben lontana dall’essere perfetta, perché ho trovato troppo traffico nell’ultimo tentativo. Ma ci potevo fare ben poco. Speravo in un risultato migliore anche per oggi e sono deluso di quanto accaduto. Alla fine, però, la posizione è buona anche se non è quella che desideravo. Domani è un altro giorno, la macchina dovrebbe essere competitiva. Vedremo cosa riusciremo a fare".

 

Valtteri Bottas, che partirà dalla terza piazza, commenta così la sua qualifica:

 

"Il giro mi è sembrato buono, dato che sono riuscito a migliorare in Q3. I piloti con la macchina rossa, però, erano troppo veloci oggi, quindi dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo ottenuto e guardare avanti a domani. Credo che sarà una gara molto equilibrata, con le Red Bull che potranno essere pericolose, arrivando da dietro. Infatti credo che Verstappen dovrà essere tenuto d’occhio. E’ dietro di noi, ma credo che regalerà tante emozioni. Tornando a noi, il fatto che ci siamo migliorati nella fase decisiva delle qualifiche è importante, dato che significa che più in avanti potremo giocarci la pole".

 

Anche il campione del mondo ammette la supremazia Ferrari in Bahrain:

 

"Le Ferrari semplicemente sono state più veloci per tutto il weekend. Da parte nostra, non è stata una questione di bilanciamento. Anzi, la macchina è andata piuttosto bene. Credo che sarà difficile raggiungere le prime cinque posizioni, anche se sarà quello il nostro obiettivo. Cercherò ovviamente di ottenere il maggior numero di punti possibile dalla mia posizione di partenza. La penalità non aiuta, ma al contrario renderà le cose molto difficili. C’è una zona DRS più lunga qui, però è molto difficile avvicinarsi alle macchine che ti stanno davanti. Vedremo quello che riusciremo ad ottenere".

 

Non può certo essere felice Max Verstappen, che al termine delle prove commenta:

 

"Non stavo spingendo al massimo, anche perché nel Q1 non si cerca il limite, sarebbe stupido. Non ho capito bene cosa sia successo ma, guardando i dati, c’è stato un aumento di potenza di 150 cavalli lungo la percorrenza della curva. Quando all’improvviso ti arriva tutta questa potenza al posteriore, succede che ti puoi girare e sono andato fuori pista. Il passo gara, però, dovrebbe essere piuttosto positivo, e spero di potermi liberare delle auto che ho davanti piuttosto velocemente. Magari da risalire il prima possibile almeno in quinta posizione. La macchina dovrebbe andare bene, ma ci vorrebbe un po’ di fortuna con la Safety Car o qualcosa di simile per lottare per il podio. La gara è lunga comunque, e possono succedere tante cose".

 

Pole numero 51 per Sebastian Vettel, grazie alla quale, dopo undici anni (l’ultima nel 2007 con Massa), riporta la Ferrari in pole position in Bahrain. Quale occasione migliore per festeggiare la partenza del suo duecentesimo Gran Premio in carriera? Sicuramente il tedesco è in una posizione invidiabile, anche se in Bahrain partire dalla pole non è mai stato indice di sicurezza per la vittoria: a livello puramente statistico, infatti, soltanto cinque volte su quattordici edizioni il poleman ha anche vinto la gara (l’ultimo Hamilton, nel 2005), ma è anche vero che nessuno ha mai vinto qui partendo oltre la seconda fila. Vettel sa che dovrà stare attento già dalla staccata in curva 1, dove si arriva a 324 km/h e bisogna frenare per 2.26 secondi in sessantuno metri, per scendere a 82 km/h.

 

Il Gran Premio del Bahrain, che si corre in notturna, è frenetico fin dall’inizio: al via Bottas riesce a sorpassare Raikkonen, portandosi in seconda posizione, mentre Hamilton resta bloccato in mezzo al gruppo; Magnussen e Hulkenberg sono impegnati in una battaglia avvincente e Perez perde il controllo della propria vettura in seguito ad un contatto con una Toro Rosso.

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Mentre Sebastian Vettel cerca di porre più metri possibili tra sé e Valtteri Bottas, Lewis Hamilton continua a faticare e al secondo giro si trova in bagarre con Max Verstappen. I due non si risparmiano e all’uscita di curva 1 arrivano addirittura al contatto; la sfortuna colpisce Verstappen che deve fare i conti con una foratura alla gomma posteriore sinistra. L’olandese dovrà compiere un intero giro della pista, prima di raggiungere i box. Ed è proprio mentre percorre questo giro su tre ruote che Max passa di fianco alla macchina del suo compagno di squadra Daniel Ricciardo, che è a sua volta costretto a fermarsi in seguito ad un problema elettrico.

 

Decisamente una gara che fin da subito non riserva gioie al team austriaco e che si concluderà in maniera anche peggiore, con il ritiro di Verstappen subito dopo il pit stop. Durante il quinto giro Hamilton, che sta tentando di rimontare, si rende protagonista di un incredibile triplo sorpasso nei confronti di Alonso, Ocon e Hulkenberg, a loro volta in lotta tra loro, portandosi così in sesta posizione. Alla fine dell'undicesimo giro, dopo aver passato Magnussen e Gasly, il Campione del Mondo in carica scala in quarta posizione.

 

Nel corso del ventesimo giro Bottas si ferma ai pit e monta gomme Medium (puntando su una strategia ad una sosta), rispondendo al precedente pit di Vettel, concluso nel corso del diciottesimo giro, montando gomme Soft. Hamilton a questo punto è costretto a ricoprire un ruolo che di solito non viene svolto a lui: quello dello scudiero. Il pilota britannico cerca di rallentare Vettel e di compromettere la sua strategia in modo da favorire il suo compagno di squadra. Ma al ventiseiesimo giro viene sorpassato, e Vettel riesce a tornare leader del Gran Premio.

 

È al trentaseiesimo giro che in casa Ferrari si sfiora la tragedia. Durante il secondo pit stop di Kimi Raikkonen, infatti, c’è un problema con il dado della ruota posteriore sinistra, che quindi non viene svitata ma, nonostante questo, il pilota riceve comunque il segnale verde dal semaforo per poter ripartire e, facendo così, investe il meccanico adibito alle operazioni di sostituzione della gomma posteriore sinistra (che in quel momento è davanti alla ruota e sta cercando di avvisare la squadra del problema con lo pneumatico).

 

Il team principal Arrivabene scende dal muretto e, dopo essersi assicurato delle condizioni del suo meccanico, cerca di calmare la squadra mentre anche Raikkonen (costretto al ritiro dato che il regolamento vieta di ripartire con gomme diverse) si avvicina al suo team. Il meccanico, Francesco Cigarini (che si occupa dell'elettronica della vettura di Vettel) fortunatamente riporta solo una frattura a tibia e perone. Cigarini verrà portato subito nel centro medico, e successivamente in un ospedale a Manama, dove sarà sottoposto ad un intervento chirurgico.

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Sebastian Vettel continua la sua gara al primo posto, seguito da Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, che nel frattempo è riuscito a risalire fino alla terza posizione. Nel corso del quarantaduesimo giro  Hülkenberg passa Ericsson per il sesto posto. Due giri dopo lo svedese cede una posizione anche a Fernando Alonso. Davanti Valtteri Bottas incomincia una progressiva rimonta sulla prima posizione, ed anche Lewis Hamilton cerca di scalare avanti, colmando sempre di più il gap col compagno di squadra, senza però riuscire a impensierirlo, mentre il finlandese della Mercedes cerca di attaccare la prima posizione tenuta da Vettel.

 

La situazione diventa difficile per il pilota della Ferrari, che ora si trova costretto a cambiare strategia, non potendo fermarsi una seconda volta onde evitare il sorpasso dei due piloti della Mercedes. Vettel è così costretto ad una gara di sofferenza: il pilota tedesco gestisce le sue gomme Soft per trentanove lunghi giri, riuscendo a respingere anche l’attacco finale di Valtteri Bottas, che riesce perfino a portarsi in zona DRS. Negli ultimi giri Bottas riesce a portare il suo distacco sotto il secondo rispetto al tedesco della Ferrari ma, alla fine, dopo un accenno di sorpasso all'inizio dell'ultimo giro, non riesce a scavalcarlo.

 

Così, Sebastian Vettel riesce a vincere la quarantanovesima gara in carriera, e la Ferrari torna a vincere le prime due gare della stagione. Subito fuori dal podio Pierre Gasly con la Toro Rosso motorizzata Honda, che ottiene il miglior risultato per la casa nipponica nell'era ibrida. A punti anche Magnussen, Nico Hülkenberg, Fernando Alonso, Stoffel Vandoorne, Marcus Ericsson (che conquista i primi punti stagionali per il team Sauber) ed Esteban Ocon. Non appena taglia il traguardo, Sebastian Vettel si lascia andare ad un urlo liberatorio di gioia, ed esclama:

 

"Queste gomme erano finite! Erano finite! Per gli ultimi dieci giri! Mamma mia! Grazie. Grazie davvero".

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È la seconda vittoria stagionale per Sebastian Vettel; con questa vittoria, il pilota tedesco è riuscito ad eguagliare Michael Schumacher, Lewis Hamilton, Nico Rosberg eJenson Button, che hanno tutti vinto al termine della loro duecentesima gara.

 

"Credo di aver parlato alla radio a dieci giri dalla fine dicendo che era tutto sotto controllo. Ma ho mentito, lo ammetto, perché non era sotto controllo. Quando mi hanno detto il passo di Valtteri, ho pensato di non potercela fare. Ho cercato di dare il massimo, ma con quel passo ero sicuro che mi avrebbe ripreso. Ho provato a fare del mio meglio, entrambe le Mercedes erano molto veloci alla fine del secondo stint, e anche alla fine del primo. Noi abbiamo modificato la strategia iniziale, cercando di far durare al massimo le gomme. Alla fine mi sono bastate per un soffio. Alla fine del rettilineo Valtteri ci ha provato, ma per fortuna la gara era praticamente finita e ho vinto io. Uscendo dai box sapevo che avrei avuto quel margine, ma ignoravo la loro strategia. Era la migliore tattica, che ci ha messo sotto pressione. A quel punto non avevamo nulla da perdere e abbiamo cercato di star fuori e di vincere. Saremmo potuti finire terzi, ma sono molto contento. In queste situazioni la vittoria ha un sapore ancora migliore. Una grande sensazione vincere le due gare. Mi dispiace per il meccanico coinvolto nell'incidente al pit stop, speriamo non sia nulla di grave".

 

Gli altri due gradini del podio sono occupati dai due piloti Mercedes. È un secondo posto amaro per Bottas, che si è giocato le sue chance di vittoria nel sorpasso non riuscito nei confronti di Vettel.

 

"E’ stata una battaglia molto ravvicinata alla fine ed è un peccato che non sia riuscito a vincerla. Quando va così, pensi a ogni giro e a ogni curva, cercando di capire se ci fosse qualcosa che avresti potuto fare meglio. Ma ho fatto una buona corsa, non ho fatto errori e ho dato tutto quello che avevo da dare. Solo negli ultimi tre giri ho cominciato ad avere problemi alle gomme e una volta vicino a Sebastian, tutto è stato molto difficile. Sarà una stagione interessante, abbiamo ancora del lavoro da fare, specialmente per le condizioni come quelle in Bahrain. Ci sono dei lati positivi, ma dobbiamo imparare da questo weekend".

 

Non è dello stesso umore Lewis Hamilton, che ha notevolmente limitato i danni recuperando dalla nona alla terza posizione. Il pilota britannico commentato così l’esito della gara:

 

"Congratulazioni a Sebastian e a Valtteri che hanno fatto un lavoro eccezionale in questo weekend. Io sono però contento, perché sono partito dalla nona posizione e quindi il terzo posto non è assolutamente male. Ho limitato bene i danni. Ci sono stati alcuni momenti frustranti durante la gara, perché ai box non riuscivano bene a sentirmi. È stato difficile quando dovevo cercare di riprendere Sebastian che era venticinque secondi davanti, e dunque non sapevo cosa fare, se spingere o conservare le gomme per la fine. Avrei preferito non avere il problema al cambio, ma sono stato molto felice del mio passo gara. Ho avuto una buona partenza ma non sono riuscito a capitalizzarla. La gara è andata persa nei primi giri, la Ferrari ha mostrato di avere la meglio in queste due gare iniziali. Dobbiamo fare un lavoro migliore. Shanghai è sempre stato un ottimo campo da caccia per me".

 

Hamilton esprime il suo parere anche riguardo al contatto con Verstappen.

 

"Un contatto non necessario. È stata una mossa stupida da parte sua perché non ha finito la gara. È stato frustrante perché avrei potuto ritirarmi io e non c’era molto che potessi fare per evitarlo".

 

Mentre Verstappen ritiene che Hamilton avesse ancora spazio a sinistra per evitare la collisione. Il contatto è stato comunque classificato come incidente di gara.

 

"A causa della collisione con Lewis abbiamo subito più danni della semplice foratura. La monoposto era messa bene, sembrava una gara entusiasmante. Da metà curva in avanti ero davanti a Lewis, poi ho sentito un colpo da dietro e ho sentito la foratura, e da lì sapevo che la gara fosse finita. C’era spazio per entrambi, e ora vedere che non ci saranno penalità è un po’ brutto, perché io sono fuori dalla gara per questo contatto. A parti invertite, ci sarebbe stata un’inchiesta più approfondita".

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È senza dubbio straordinaria la prestazione di Pierre Gasly con la sua Toro Rosso motorizzata Honda, che così facendo ottiene il miglior risultato per la casa nipponica nell'era ibrida. Chiudono la classifica a punti anche Magnussen, Hulkenberg, le due McLaren di Alonso e Vandoorne, Ericsson (che porta i primi punti stagionali in casa Sauber) ed Ocon. Il pilota francese della Scuderia Toro Rosso commenta così la gara:

 

"Da non crederci, che giornata incredibile. Questa è la mia seconda gara con la Toro Rosso e la Honda e sono arrivato quarto. E’ stato fantastico, sono così felice. Grazie al team, perché la monoposto è fantastica. Ho dato tutto quello che avevo dopo il ritiro di Raikkonen. La partenza è stata fantastica, sono riuscito a passare Ricciardo alla Curva 1, e dopo essere stato passato da Magnussen, l’ho ripassato e sono riuscito a spingere e a preservare le gomme".

 

E' invece comprensibilmente dispiaciuto Daniel Ricciardo, che al termine della gara racconta cosa è successo alla sua vettura:

 

"Alla Curva 8 ho perso tutta la potenza, mi si è spento tutto e non sono riuscito a fare altro. Credo si trattasse di un problema elettrico, non lo sappiamo ancora con certezza. Siamo tutti delusi, eravamo davvero convinti di avere un’ottima monoposto in gara. E’ frustrante, uscire di gara così presto è uno dei sentimenti peggiori. Aspetti tutto il giorno quelle due ore e dopo due minuti è tutto finito. Questo sport ti può spezzare il cuore, è brutale delle volte".

 

Al termine del Gran Premio, oltre alle penalità comminategli in gara, Brendon Hartley e Sergio Pérez subiscono una decurtazione rispettivamente di quattro e due punti sulla Superlicenza. Inoltre, la Scuderia Ferrari riceve una multa di 50.000 euro per rilascio della vettura in condizione di non sicurezza durante il pit stop; sembra che il dado della gomma posteriore sinistra non si sia svitato, non permettendo allo pneumatico di venir rimosso correttamente. È il secondo incidente in questo weekend in Bahrain per la Ferrari: durante il venerdì è stata infatti multata di 5.000 euro a causa di un altro unsafe release che ha coinvolto Raikkonen che ha dovuto parcheggiare la sua monoposto dopo un problema al fissaggio dell’anteriore destra. Oltre alla multa, i tecnici di Maranello dovranno rispondere alla FIA su cosa è successo: viene dunque aperta un'indagine da parte dei commissari tecnici della federazione. Nel frattempo, Raikkonen commenta la vicenda che l’ha visto tristemente protagonista, dichiarando:

 

"Non so cosa è successo, non so in che condizioni si trovi il meccanico. Quello che è successo è davvero triste. Mi dispiace per lui e spero che guarisca presto. È sempre brutto quando qualcuno rimane ferito. Per quanto riguarda l'accaduto, tutto quello che so è che sono partito nel momento in cui ho visto la luce verde accesa. Non potevo immaginare in alcun modo che ci fosse un problema con la ruota posteriore sinistra. Poi ho visto che qualcuno si era fatto male e immediatamente il team mi ha fatto fermare".

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Anche il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, analizza il weekend appena trascorso mandando però prima un augurio a Francesco Cigarini:

 

"Per prima cosa voglio augurare al nostro meccanico una pronta guarigione e di tornare presto in pista. È stato un weekend consistente che ci ha visto protagonisti sin dalle libere. La gara è stata difficile, Sebastian ha guidato da vero campione e mi spiace per Kimi che sicuramente poteva andare a podio. Questo Gran Premio conferma che la Scuderia ha un'ottima monoposto, una squadra solida e due piloti in gran forma, ma dimostra anche quanto vicini e forti siano i nostri avversari".

 

Lo stesso Francesco Cigarini posterà una foto su Instagram il lunedì mattina, per rassicurare sulle sue condizioni:

 

"L'operazione è andata bene. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno chiesto notizie e si sono preoccupati. Solo un grande grazie. Un abbraccio".

 

E Raikkonen, sempre su Instagram, scrive, in risposta:

 

"Guarisci presto, amico".

 

Il Gran Premio del Bahrain è stato quindi segnato da una tragedia sfiorata che ricorda, ad appassionati e non, i rischi che piloti e gli addetti ai lavori corrono durante le gare di Formula 1. Parlando invece dell’aspetto sportivo, Sebastian Vettel si allontana dalla notte araba con 50 punti, bottino pieno, e 17 punti di vantaggio sul suo diretto avversario, il Campione del Mondo in carica, Lewis Hamilton, che però, insieme a tutto il suo team, non è certo rassegnato. Prossimo appuntamento in Cina: riuscirà il team Mercedes a conquistare finalmente la prima vittoria stagionale?

 

Alessia Colombo

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